Quotidiani locali

«Dodici parti in un mese al costo di 100 mila euro»

Portogruaro. Le impietose cifre rese note da Dario De Rossi, sindacalista Fp-Cisl «È uno spreco di risorse: la politica prenda atto del fallimento e chiuda il reparto»

PORTOGRUARO. «Appena 12 parti dall'inizio dell'anno fino ad ora, con una spesa che ogni mese sfonda quota 100 mila euro. La politica veneta prenda atto che non si può mantenere aperto il Punto nascita a Portogruaro, e decreti la chiusura prima che arrivi in tal senso una decisione dal Ministero della Salute, facendo fare a tutti quanti una figuraccia». Dario De Rossi, coordinatore provinciale del sindacato Fp Cisl, nella sede del sindacato in via Liguria a Portogruaro ha convocato ieri una conferenza stampa per illustrare i numeri, che a suo dire, sono impietosi. E ha riferito poi una notizia che spegne qualsiasi ottimismo. Da inizio 2018 i parti sono stati appena 12. «Era giusto compiere un tentativo per riaprire il Punto nascita, ma ora si prenda atto che stiamo assistendo a un indescrivibile spreco di risorse. Il Punto nascita crea un'emorragia di oltre 100 mila euro al mese di soldi pubblici. Le mamme vanno a partire altrove e nessuno vuole più lavorare qui. Il numero esiguo di parti non giustifica una tale spesa», spiega De Rossi, «visto l'attuale trend va fatta una profonda riflessione».

Di recente una delle ostetriche impiegate ha dato le dimissioni. Per la Fp Cisl gli operatori sanitari lavorano sotto organico. Le ostetriche sono 9 anzichè 13, e i medici sono 5 (di cui due a gettone) anziché sette. Manca ancora un primario che lavori fisicamente a Portogruaro. Si sarebbe chiesto alle ostetriche di rimanere reperibili nelle ore notturne.De Rossi teme che la situazione possa degenerare. «Il Punto nascita rischia di diventare persino pericoloso per la salute. La politica deve avere il coraggio di chiudere questa struttura. A nostro avviso non ci sono più speranze». L'autunno scorso c'è stata un'ispezione del Ministero della Salute, che ha fatto visita a tutti i Punto nascita degli ospedali del Veneto e i funzionari dovrebbero tornare presto a Portogruaro.

“La riapertura non ha portato i benefici sperati. Le risorse vanno ricalibrate per coprire i posti mancanti di infermieri e di operatori socio sanitari. Facciano investimenti dove ci sono carenze. E si mantenga la Stroke Unit a Portogruaro», conclude il sindacalista

della Cisl, « quella è una vera eccellenza e va mantenuta nella città del Lemene. Non va certo trasferita a San Donà».

Ora si attendono le reazioni a questa presa di posizione. Dall’Usl 4 ma anche e soprattutto dalla politica veneta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon