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Fragomeni tiene duro: «Vigili urbani armati»

Il sindaco ribadisce la sua posizione anche sulla Rai dopo le polemiche sui Kalashnikov

SANTA MARIA DI SALA. Torna alla ribalta il caso del “sindaco mitraglietta” che in questi giorni sta spopolando anche su media e reti nazionali. Ieri su Agorà, il programma di Rai 3, di approfondimento politico e del territorio, in onda dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 10, il sindaco di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni è stato intervistato dopo la frase “fosse per me, ai vigili darei anche il Kalashnikov”.

Una provocazione quella di Fragomeni lanciata nei giorni scorsi, anche se è da parecchio tempo che il primo cittadino si esprime in tal senso, in merito alla questione se dare l’arma ai vigili urbani, sì o no. Un tema caldo, che sarà ancora affrontato prossimamente, quando il Consiglio dell’Unione dei comuni del Miranese dovrà esprimersi se dotare i vigili o meno di una pistola. Almeno una Beretta. A oggi la fumata è sempre stata nera. Dei sei sindaci dell’Unione, Scorzè non ne fa parte, qualcuno sembra essere più favorevole, qualcuno no. L’unico che ha sempre espresso il proprio parere chiaro e tondo è stato il sindaco salese, favorevole all’armamento. Ed è stato anche colui che ha sempre voluto i vigili di prossimità, il cui servizio parte proprio oggi. Sono 24 vigili riorganizzati secondo turni che saranno presenti nelle varie piazze di tutte le frazioni dei comuni del miranese. Due alla mattina, due al pomeriggio quindi per garantire più sicurezza, oltre al resto del corpo di polizia locale che in tutto conta oltre 50 agenti.

Ma la questione dei Kalashnikov ai vigili aveva suscitato scalpore e indignazione, soprattutto da Liberi e Uguali e dal comitato Possibile Salese. Era stato proprio questo comitato a ribattezzare il sindaco “mitraglietta” . «Lo sa il sindaco di cosa parla quando parla di Kalashnikov? – avevano chiesto gli esponenti del comitato – Quando si parla di kalashnikov si parla di uno strumento di morte. È il fucile d’assalto più diffuso nel mondo» . Insomma a Possibile non era proprio andata giù. Ma Fragomeni aveva replicato: «Sono convinto che i vigili devono essere armati. Il mio modo di vedere le cose prevede che questo corpo possa essere messo in condizione di difendere e di difendersi. Solo così il turno di sera può avere senso».

In realtà le forze dell’ordine, polizia di Stato e carabinieri, hanno un po’ di timore all’idea di vigili che vanno in giro armati.

La loro richiesta è che ci sia una pattuglia di vigili in servizio la notte, in grado di rilevare gli incidenti stradali nelle ore serali, permettendo così a poliziotti e carabinieri di svolgere il lavoro anticrimine per cui sono specificamente preparati e armati. (s. bet.)

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