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Panfilio a Roma ribadisce il no alle casette

Cona. Il sindaco ascoltato in conferenza dei servizi. Ma la decisione spetterà al Consiglio dei ministri

CONA . Da una parte c’è il sindaco che dice “No alle casette” , dall’altra la prefettura che dice “Sì” per la dignità dell’accoglienza, dall’altra ancora la Regione che dice “No” e in mezzo ci sta il Consiglio dei ministri che ora deve decidere. E pare sia questione di poco tempo. Insomma nel campo di accoglienza di Conetta, a breve, potrebbero arrivare i prefabbricati. Anche se, viste le elezioni, c’è da pensare che fino al 4 marzo, i cittadini potranno dormire sonni tranquilli.

Ieri mattina a Roma si è tenuta la conferenza dei servizi per discutere su “casette sì, casette no”.

Al tavolo delle trattative erano in sei: il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, partito all’alba; un rappresentante della prefettura di Venezia, un dirigente della Regione Veneto, un rappresentante del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, uno del provveditorato alle Opere pubbliche interregionale e un tecnico dell’Usl 3 Serenissima, che ha fatto luce sulle condizioni igieniche del campo di Conetta.

Ieri si è svolta la fase istruttoria e la richiesta per far sì che vengano costruiti i prefabbricati è stata inoltrata al dipartimento per il coordinamento amministrativo, struttura di supporto che opera nell’attuazione delle politiche di Governo. Attuazione appunto. E da qui il passo alla costruzione dei prefabbricati è breve.

Ora basterà sentire le commissioni parlamentari, analizzare i dossier prodotti, studiare la situazione e decidere. La parola spetta al Consiglio dei ministri che in virtù di una disposizione normativa, potrebbe bypassare il no del sindaco di Cona e decidere di mettere le casette al posto delle tende. Panfilio però ha sempre, più e più volte, ribadito che le casette per i profughi lì non si possono fare, che lui mai darà l’autorizzazione per far costruire dei moduli abitativi e che per farlo occorre scavalcare, oltre al suo no, anche il piano urbanistico. «Per mettere dei prefabbricati», dice Panfilio, «occorre modificare l’urbanistica, staremo a vedere, vediamo chi si prende la responsabilità di farlo». Ma Panfilio ieri era assai arrabbiato e deluso. «Mi chiedo perché la Regione», tuona di ritorno dall’incontro durato due ore, «non abbia mandato nessun esponente politico. Ci voleva qualcuno di politico che dicesse che quel campo di concentramento non può esistere e che quella

realtà va chiusa. Invece di politico non c’era proprio nessuno. Pesa l’assenza di politici in questo incontro con il ministero».

Il campo di Conetta ora ospita 719 richiedenti asilo, la metà di luglio, quando i profughi erano oltre 1.600.

Serenella Bettin

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