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Trecento milioni per la Romea a 4 corsie

Chioggia. Presentato il progetto della Sinergo che punta al raddoppio della statale con i fondi gia stanziati dal Ministero

CHIOGGIA. L’idea di una Romea a quattro corsie, almeno nel tratto di rettilineo da Giare di Mira a Santa Margherita, piace. Ed è pure sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Questo è quanto emerso dall’incontro pubblico giovedì sera nel teatro San Martino dove, su invito del comitato per la Romea, lo studio di progettazione Sinergo di Maerne ha illustrato la fattibilità di un progetto nato ancora nel 1997 senza nessuna commissione da parte di alcun ente pubblico. Presenti in sala cittadini ma anche amministratori di alcuni comuni limitrofi come Cona e Adria (assente invece l’amministrazione comunale di Chioggia), oltre ai rappresentanti dei comitati civici e di associazioni di categoria. Presente pure una esponente di Cav (Concessioni Autostradali Venete), l’ente pubblico (Anas e Regione) che ha la gestione di alcune tra le arterie principali regionali, tra le quali il passante di Mestre.

Il progetto è sostenibile dal punto di vista ambientale perché riduce di molto il consumo di territorio, sfruttando un sedime stradale già esistente (quello della attuale Romea) e raddoppiando la statale solo dalla parte ovest del canale Novissimo, molto meno impattante rispetto al progetto ad est, verso la laguna. La nuova Romea, di fatto, che per il comitato non accantona l’idea di uno studio di fattibilità anche per la ferrovia, sovrasta quella che era l’idea originale di alcuni decenni fa dell’autostrada Mestre-Orte che invece avrebbe comportato un impatto molto più importante attorno alla cosiddetta gronda lagunare. Progetto che comunque sembra pure sostenibile anche nei costi, visto che i 300 milioni necessari per la realizzazione della nuova Romea potrebbero essere reperibili sia dai soldi messi a disposizione dal ministro Delrio per la messa in sicurezza della strada (500 milioni per tutto il tratto da Ravenna a Mestre) ma anche, come ha ricordato l’ex consigliere regionale ed attuale vicesegretario regionale del Pd Lucio Tiozzo, dai soldi presenti nelle casse di Cav derivanti dalla gestione dei pedaggi sulle autostrade venete che, per legge, devono essere reinvestiti nelle infrastrutture regionale. Soldi che finora non hanno finanziato alcun investimento stradale nella zona sud del Veneto. Ma ci sarebbero anche gli incassi del pedaggio parziale che coinvolgerebbe i mezzi pesanti, con il metodo del free flow che renderebbe la Romea a 4 corsie, come ha

spiegato l’urbanista Carlo Giacomini, una strada aperta e non chiusa come le autostrade, mentre per bypassare le frazioni clodiensi anche Sinergo punta al completamento dell’Arzerone. Il progetto verrà presto presentato anche nelle sedi istituzionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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