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Il sindaco ai residenti: «Andiamo tutti a Roma»

Panfilio ribadisce il suo no alle “casette” nell’ex base in un’affollata assemblea pubblica

CONA. Il sindaco Alberto Panfilio, chiama a raduno i propri cittadini per invitarli a seguirlo martedì prossimo a Roma, convocato dai ministeri competenti, per fare sentire la propria voce ai governanti attuali e a quelli che si insedieranno dopo le elezioni sulla vergognosa situazione della ex caserma “Silvestri” di Conetta dove sono ospitati centinaia di migranti.

Riunione accesa, ripresa dalle telecamere di Retequattro, con la presenza anche di quei sindacati che avevano manifestato a difesa dei diritti dei migrati. Sul tavolo la questione dei nuovi moduli abitativi che la prefettura vuole installare al’interno della ex base militare, in sostituzione di quella tendopoli che fece gridare allo scandalo. Panfilio è da solo e chiama a raccolta il proprio “esercito” fatto di cittadini comuni e residenti esasperati da una situazione che per il momento non ha soluzione.

«Vedere», ha detto il sindaco, sul sito della prefettura il bando di gara per l’assegnazione dei moduli abitativi da installare all’interno della base mi preoccupa non poco. Avrei voluto che la politica oggi fosse qua ed è per questo che vi chiedo di venire con me a Roma martedì. Sono disposto ad assumermi tutte le responsabilità dei miei concittadini di fronte alle forze dell’ordine sfilando con la fascia tricolore, perché se scendiamo in piazza a Cona è un discorso se la facciamo a Roma è ben altra cosa. La mia intenzione è quella di chiedere a quelli che saranno i nuovi governanti quale sia la loro intenzione su Conetta, perché no è un discorso di moduli sì o moduli no, ma vogliamo sapere come vorranno risolvere questa cosa vergognosa». Ma Panfilio cerca soprattutto di smuovere i residenti di Cona. «Se ho l’esercito», ha detto ancora il sindaco, «combatto, ma se non ci sono le truppe me ne resto a casa, perché non ho alcuna intenzione di fare il burattino

da solo. Dobbiamo avere il coraggio di unire le nostre forze e di muoverci, anziché scrivere cose vergognose sui social. Speravo che in campagne elettorale qualcuno si pronunciasse su questo problema ed invece per il momento c’è solo silenzio».

Daniele Zennaro

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