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Panfilio: «Ora il campo deve essere chiuso»

Cona. Il sindaco: è bastata una verifica per rivelare che le presenze erano inferiori a quelle dichiarate

CONA . «Mi chiedo, quanto dobbiamo ancora aspettare? Quanto dobbiamo ancora aspettare per fare sì che quel campo venga chiuso? Dopo tre anni ci sono ancora le tende».

È un fiume in piena Alberto Panfilio, sindaco di Cona, dopo la notizia che la cooperativa che gestisce il centro di accoglienza di Conetta e le società a essa collegate sono finite nel mirino delle fiamme gialle. E non è la prima volta.

«Io i miei dubbi li ho sempre avuti», dice Panfilio, «se il Governo voleva fare accoglienza perché ha deciso di spendere milioni di euro su una terra dimenticata da Dio e non ha preso un immobile che già aveva? Perché non ha preso una vera caserma?».

Il Governo l’anno scorso aveva chiesto di far costruire dei prefabbricati all’interno dell’ex base militare, ma la risposta del sindaco era sempre stata semplice e chiara: assolutamente no. Ora, però, il Consiglio dei Ministri in base a una disposizione normativa, potrebbe scavalcare il niet del sindaco, il quale stasera ai suoi cittadini, alle 20.30 nel centro civico di Pegolotte, parlerà di questo. «È da un anno e mezzo che vogliono mettere le casette», spiega «non è una novità, ma quale Governo ora scavalca? Quello che non c’è? ». E poi continua. «Perché è stata sospesa la comunicazione delle entrate dei profughi dentro la base? Non mi hanno più mandato niente: con una verifica incrociata hanno visto che c’erano molte meno presenze di quelle che dovevano esserci». Un modo per segnare più migranti. «La mancanza di trasparenza», continua, «è un dato di fatto, se c’è un reato deve essere perseguito e quel posto va chiuso. Non c’è stato un giorno in cui non siano entrati dentro quei campi con le ruspe, in cui non abbiano rigirato la terra, ma quei lavori erano giustificati? Perché lo Stato per fare accoglienza non si è preso qualsiasi sito in disuso, qualsiasi caserma con una struttura? Perché ha dovuto spendere milioni di euro per un’accoglienza non dignitosa? E soprattutto

chiedo: le forze politiche che si stanno candidando a governare l’Italia, rispetto a questo problema, che cosa ci dicono? Un posto del genere in mezzo alla campagna, per fare accoglienza, deve essere chiuso. Chiuso. O dobbiamo ancora aspettare?».

Serenella Bettin

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