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Il prefetto Boffi: «Massima trasparenza» I dirigenti sotto indagine saranno spostati

VENEZIA. «Per me ci deve essere sempre la massima trasparenza nella cosa pubblica. Come ho detto quando sono arrivato qua un anno fa e come ho sempre sostenuto, la Prefettura deve essere una “casa di...

VENEZIA. «Per me ci deve essere sempre la massima trasparenza nella cosa pubblica. Come ho detto quando sono arrivato qua un anno fa e come ho sempre sostenuto, la Prefettura deve essere una “casa di vetro”. Non abbiamo mai avuto nulla da nascondere e non abbiamo nulla da nascondere. E anche in questo caso c’è la massima trasparenza da parte nostra». Il prefetto Carlo Boffi commenta così la notizia di due suoi collaboratori indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Venezia sulla gestione del centro di accoglienza di Cona. «Massima trasparenza che mi ha fatto spesso dire che i controlli di enti terzi, anche internazionali, erano i benvenuti. E ce ne sono stati, dai carabinieri all’Asl, dai rappresentanti dell’Alto commissariato per i rifugiati alle commissioni parlamentari. Questi controlli e queste ispezioni sono state e sono una garanzia per tutti».

L’inchiesta è stata aperta in un momento in cui sul centro di Cona c’erano gli occhi puntati di tutti. Dopo la morte della giovane straniera si susseguirono visite di parlamentari e controlli eseguiti da vari enti. Per mesi puntualmente ogni settimana si scriveva di controlli e ispezioni. Era anche il periodo in cui iniziò, con mille difficoltà, lo svuotamento del centro. L’obiettivo era quello di portare il numero dei presenti ad una quota accettabile con il vivere civile. «Mi sono sempre raccomandato con i miei collaboratori di eseguire i controlli a sorpresa. Cosa sia veramente successo lo stabiliranno gli inquirenti di cui ho fiducia. Noi, come ha detto il procuratore capo Bruno Cherchi, abbiamo dato la massima collaborazione agli investigatori», continua il prefetto Boffi, «I due colleghi ora saranno spostati anche per garantire la loro serenità.

Inoltre, fino a quando non si farà chiarezza, tenerli in quel posto farebbe perdere credibilità a tutti, a cominciare proprio da loro». Certo che la situazione, negli uffici che gestiscono i migranti, con questi due avvisi di garanzia diventa evidentemente molto pesante. (c.m.)

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