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ORA RISCHIANO ANCHE I LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO 

Safilo, tutti i precari a casa entro inizio marzo

SANTA MARIA DI SALA. I precari della Safilo di Santa Maria di Sala saranno lasciati a casa in tre scaglioni: a fine gennaio, a febbraio e a inizio marzo. Si tratta, nel sito miranese, di 120 persone,...

SANTA MARIA DI SALA. I precari della Safilo di Santa Maria di Sala saranno lasciati a casa in tre scaglioni: a fine gennaio, a febbraio e a inizio marzo. Si tratta, nel sito miranese, di 120 persone, mentre altre 100 a tempo indeterminato, rischiano casse integrazioni e part- time. Questo il piano della società che ha sede in via Noalese e che i sindacati contestano. I sindacati contestano poi direttamente l’amministratore delegato Patrizia Delgado per non aver chiara la strategia per come uscire dalla crisi. Anche ieri si sono tenute, partecipate assemblee fra i lavoratori.

«Dai lavoratori e da parte nostra come sindacato», spiega per la Filctem Cgil Davide Camuccio, «sono emerse tutte le perplessità nei confronti dell’amministratore delegato Patrizia Delgado che ha portato la società a dichiarare nei giorni scorsi nelle 4 sedi italiane 350 esuberi. Se non viene applicato dall’amministratore delegato alla lettera il piano industriale, previsto fino al 2020, non se ne esce. Non se ne escono le produzioni se si utilizza la strategia delle piccole licenze per sottrarre mercato a marchi importanti dello stile e della moda internazionale. Da 4 anni non entra un prodotto nuovo negli stabilimenti Safilo di Santa Maria di Sala».

L’azienda ha annunciato di voler lasciare a casa altri 120 precari che si aggiungono ai 61 che erano stati lasciati a casa prima di Natale. I dipendenti a tempo indeterminato alla Safilo di Santa Maria di Sala sono 600 circa e ora anche questi rischiano grosso. Tutto questo perché l’anno scorso si sono prodotti troppi occhiali che ora tra l’altro rischiano di essere invenduti.

La Cisl è possibilista e spera che anche i tagli dei precari possano essere ridotti grazie all’utilizzo di prepensionamenti e abbandono volontari incentivati. La Cisl poi avalla l’idea dell’utilizzo del part-time come alternativa ai licenziamenti soprattutto in considerazione del fatto che il 75% dei lavoratori della Safilo a Santa Maria di Sala è donna.

«Noi», continua Camuccio, «siamo dell’idea che, anche a causa della legge Fornero, nei

prossimi due anni, non saranno molti gli operai che andranno in pensione. Dai calcoli e stime fatte, pensiamo saranno al massimo una ventina di persone. L’incontro in programma ieri fra sindacati e proprietà è stato fatto slittare a inizio febbraio.

Alessandro Abbadir

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