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I maggiori malumori sono però a Jesolo

Cavallino aveva provveduto già la scorsa estate. Aumenti contenuti invece a Eraclea e Caorle

JESOLO. Tassa di soggiorno in aumento lungo tutta la costa veneziana. È il lido Jesolo il Comune in cui però gli aumenti dell’imposta hanno destato più polemiche oltre che preoccupazione tra gli operatori. Tanto che ancora il braccio di ferro è in atto dopo le dimissioni, poi congelate, dei vertici dell’associazione albergatori. Gli alberghi a cinque stelle hanno visto raddoppiare la tariffa, mentre consistenti aumenti sono stati previsti anche per i 4 stelle, 1 euro in più, e un po’ per tutte le strutture ricettive. Meglio è andata agli appartamenti e campeggi con aumenti di poche decine di centesimi. In più sarà applicata per tutto l’anno a partire dal primo di marzo.

L’associazione jesolana albergatori (Aja) sostiene che il carico maggiore se lo siano appunto sobbarcato gli alberghi divenuti di fatto esattori per il Comune. Chiedono una revisione delle tariffe che stenta ad arrivare perché il sindaco e la giunta sono stati perentori: il Comune vuole incassare 1 milione e 800 mila euro in più rispetto agli attuali circa 3 milioni. Le opposizioni in Consiglio comunale attaccano la giunta arrivando al punto di sostenere, come ha fatto l’ex sindaco Renato Martin, che la tassa di soggiorno poteva essere sostituita da una card dei servizi ai turisti per accedere alla spiaggia e i servizi, quindi alle varie promozioni. Gli introiti sarebbero arrivati con un sistema completamente diverso.

Un principio che in linea generale era stato accolto anche dalla Federalberghi Veneto che con il presidente Marco Michielli, aveva suggerito vivamente di pensare a un’alternativa all’imposizione ai clienti delle strutture ricettive e di questa portata.

Ogni spiaggia ha avuto i suoi aumenti, solo che a differenza di Jesolo le polemiche sono state assai meno accese e si è trovato un accordo. Cavallino Treporti lo ha fatto in modo non traumatico ancora diversi mesi fa, addirittura la scorsa estate, con aumenti di poche decine di centesimi subito assorbiti dalle associazioni di categoria, senza tanti problemi. Lo stesso vale per Caorle, dove gli aumenti sono stati abbastanza contenuti, nell’ordine dei 20 o 30 centesimi, senza particolari malumori tra gli addetti ai lavori. E anche a Eraclea Mare,

con applicazione tutto l’anno e un aumento a 10 centesimi che ha fatto inorgoglire il vice sindaco Graziano Teso e l’assessore al turismo Michela Vettore che hanno portato la luminosa Eraclea Mare a esempio per tutti i Comuni della costa veneta.

Giovanni Cagnassi

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