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«Fumo marijuana contro i dolori» Patteggia 11 mesi

CONCORDIA SAGITTARIA. Spiega al giudice di fumare le canne per mitigare le atroci sofferenze causate dalla patologia cronica di cui soffre e che l’ha reso invalido. Il giovane di Concordia...

CONCORDIA SAGITTARIA. Spiega al giudice di fumare le canne per mitigare le atroci sofferenze causate dalla patologia cronica di cui soffre e che l’ha reso invalido. Il giovane di Concordia Sagittaria, 22 anni, assistito di fiducia dall’avvocato Francesco Battesta, ha ottenuto un patteggiamento con sospensione condizionale della pena a 11 mesi di reclusione e 2.400 euro di multa e la derubricazione del reato in materia di stupefacenti alle fattispecie più lievi di quelle previste nell’imputa ...

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CONCORDIA SAGITTARIA. Spiega al giudice di fumare le canne per mitigare le atroci sofferenze causate dalla patologia cronica di cui soffre e che l’ha reso invalido. Il giovane di Concordia Sagittaria, 22 anni, assistito di fiducia dall’avvocato Francesco Battesta, ha ottenuto un patteggiamento con sospensione condizionale della pena a 11 mesi di reclusione e 2.400 euro di multa e la derubricazione del reato in materia di stupefacenti alle fattispecie più lievi di quelle previste nell’imputazione originaria.

È una telefonata anonima a portare i carabinieri alla sua abitazione, il 18 settembre scorso: “In quella casa c’è tanta droga”. Dalla perquisizione gli investigatori scoprono due piante di marijuana nel capanno e qualche grammo sciolto di marijuana per un totale di 225,78 grammi. Gli viene contestata la detenzione ai fini di spaccio, ma, come ha precisato l’avvocato Battesta, non sono state trovate tracce di uno smercio. La difesa ha sempre sostenuto che la droga fosse per consumo personale. All’udienza di convalida dell’arresto il gip Rodolfo Piccin ha disposto l’obbligo di firma, che è stato revocato ieri con la sospensione della pena seguita alla sentenza del gup Eugenio Pergola. Se fosse stata mantenuta l’imputazione originaria, il giovane avrebbe rischiato di partire di partire, per il calcolo della pena, da 6 anni. La patologia di cui soffre il giovane, però, non è fra quelle ritenute dalla medicina curabili con i cannabinoidi, ma ne è stato tenuto conto per la concessione delle attenuanti generiche.