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Truffatore seriale va a processo

Giovane accusato di vendere su Subito.it oggetti che poi non inviava

FOSSALTA DI PIAVE. Metteva in vendita prodotti marchiati Apple e altri prodotti tecnologici sul portale Subito.it e si faceva accreditare i soldi dagli ignari clienti su una carta prepagata che aveva attivato in maniera fraudolenta utilizzando dati personali altrui. Peccato che, dopo aver incassato le somme, non procedeva ad alcun invio della merce. Un meccanismo di truffa consolidato, quello architettato da Alessandro Antonello, 33 anni di Fossalta di Piave (avvocato Andrea Niero), finito a processo davanti al giudice monocratico di Venezia con l’accusa di truffa. Sei gli episodi che gli vengono contestati, tutti con un copione pressoché analogo. Antonello deve rispondere anche di uso di atto falso, falsità materiale e sostituzione di persona per essersi presentato in alcuni punti vendita Ipercoop, tra cui quello a San Donà, riuscendo a farsi intestare contratti telefonici “Coop Voce” esibendo patenti di guida contraffatte, con la sua fotografia e nomi falsi. Il processo a carico di Antonello è nel pieno dell’istruttoria.

L’inchiesta era scattata nel 2014 dopo che Antonello era stato arrestato per indebito utilizzo di carta di credito e porto abusivo d’armi. L’uomo era stato fermato dai carabinieri in via Pralongo a Monastier (Treviso), mentre camminava indossando una maschera in lattice con parrucca e cappello. Non essendo Carnevale, i militari avevano proceduto a un controllo. Poco prima, Antonello così camuffato aveva prelevato 500 euro dal bancomat di Unicredit usando una carta Paypal che il giovane aveva riferito di aver trovato casualmente vicino al Duomo di San Donà. Addosso l’uomo aveva una fondina occultata nella cintura dei pantaloni con un pugnale con lama di 12,5 centimetri. Nella perquisizione domiciliare, i carabinieri avevano trovato diverse attrezzature informatiche necessarie per la clonazione delle carte bancomat, oltre a 4.285 euro. Per questi fatti, Antonello era stato arrestato e aveva patteggiato a suo tempo davanti al giudice del tribunale di Treviso.

Le analisi

successive, anche del computer in dotazione all’uomo, avevano permesso di individuare i presunti episodi di truffa messi a segno dal 33enne ai danni di ignari clienti. Ora questi fatti saranno al centro del procedimento penale in corso davanti al tribunale di Venezia. (ru.b.)

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