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Giudice di pace, l’ultima carta

Chioggia. Il Comune disposto ad accollarsi i 30 mila euro di Cavarzere

CHIOGGIA. Il Comune gioca l’ultima carta per salvare il giudice di pace. Dopo l’indisponibilità del personale comunale a trasferirsi e l’indisponibilità del comune di Cavarzere a contribuire alle spese con 30.000 euro, l’amministrazione di Chioggia è pronta a accollarsi comunque le spese per un ulteriore dipendente, proveniente da altri enti, in modo da rimpolpare l’organico ridotto all’osso. Il sindaco Alessandro Ferro contava di coprire il costo di un cancelliere in più con il contributo di Cavarzere, ma l’ipotesi è tramontata quando il sindaco Henri Tommasi ha negato questa possibilità contestando la cifra richiesta.

«La situazione è complessa», ammette il sindaco, «e a complicarla ci si mette anche la normativa vigente che impone l’obbligo di volontarietà di trasferimento del servizio da parte del personale comunale, impedendo quindi la mobilità tra enti pubblici di livello diverso. Tuttavia non ci siamo arresi e stiamo cercando di ottenere il trasferimento di dipendenti esterni che si sono dichiarati disponibili a prendere servizio nel Giudice di pace di Chioggia». Da mesi il sindaco sta tentando la risoluzione datato per l’ennesima volta l’indisponibilità a contribuire da parte del comune di Cavarzere. Anche se non sarebbe corretto, dato che ogni ente dovrebbe fare la sua parte nel mantenimento di un servizio di cui usufruisce, siamo disposti a stanziare comunque l’importo per l’assunzione di un nuovo dipendente proveniente da un altro ente, in modo da poter mantenere in vita il servizio». Poche settimane fa il sindaco aveva chiaramente fatto capire che senza un dipendente in più, che affianchi la cancelliera e il messo, l’ufficio è destinato alla chiusura. «Ora», precisa il sindaco, «auspichiamo che gli enti di appartenenza dei dipendenti che si sono dichiarati disponibili concedano il passaggio. Questo è il massimo che Chioggia può fare, l’ultima strada percorribile».

Rimane da capire come si concluderà il “conflitto” con Cavarzere. «Valuteremo successivamente come impostare il rapporto con Cavarzere che si è rifiutata di contribuire»,
spiega Ferro, «dobbiamo capire se escluderlo dal servizio, chiedendo al ministero di modificare l’ambito territoriale di riferimento aggregandolo al comune di Venezia, e se procedere con una causa per ottenere gli arretrati per i servizi di cui ha usufruito finora». (e.b.a.)

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