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Bozzato: «Mi hanno voluto incastrare»

Nuovo drammatico messaggio dell’imprenditore dal Messico che si è rifatto vivo con la sorella. Farnesina al lavoro

CAVARZERE. «Ho le ore contate, la situazione è drammatica: mi accusano ingiustamente di un omicidio. Sono stato incastrato». La buona notizia è che Alessandro Bozzato, l’imprenditore di Cavarzere che vive “nascosto” in Messico, dopo 4 giorni in cui sembrava fosse scomparso, si è rifatto vivo contattando via Whatsapp la sorella Erica Bozzato, che abita ancora a Cavarzere. Quella brutta, invece, è che il 53enne, che ha vissuto a lungo a Lucca dove ha ex moglie e figli, teme fortemente per la sua vita e dice di essere perseguitato da malviventi che lo accusano di un delitto e che – parole sue - vogliono farlo fuori.

In un nuovo accorato messaggio vocale alla sorella il 53enne chiede disperatamente aiuto: vorrebbe tornare in Italia, ma non si fida di nessuno e ha paura di poter essere ucciso da un momento all’altro. Bozzato in Messico, dove vive da 20 anni e dove si è rifatto una vita risposando una donna del posto da cui ha avuto tre figli, ha fatto fortuna nell’imprenditoria farmaceutica ed edilizia. Negli ultimi anni è entrato in società con un uomo d’affari che, come lui stesso ha detto alla sorella, nel tempo si è rivelato un personaggio losco. «Pare che dietro questo socio si nascondesse un’altra persona, con un ruolo governativo in Messico, che poi è stata uccisa. E Bozzato sostiene di essere stato preso di mira e accusato ingiustamente di questo delitto», spiega l’avvocata Rita Sofia Tiengo del foro di Rovigo che assiste Erica Bozzato, «Purtroppo la situazione non è molto chiara perché tutto ciò che sappiamo per ora emerge dai messaggi vocali di Alessandro che sono molto concitati. Dalle sue parole viene fuori una grandissima angoscia».

L’imprenditore alla sorella dice anche che sarebbero state costruite delle prove ad hoc contro di lui: «Vogliono incastrarmi», sostiene in uno dei vocali. E per avvalorare la sua posizione ha anche inviato, sempre via chat, un nuovo video messaggio.

Tutto questo materiale è stato inviato dalla avvocata alla procura di Venezia che ieri si è messa in contatto con quella di Roma: sul caso indagano i carabinieri. E la situazione è stata presa in carico anche dalla Farnesina, allertata dalla stessa legale veneta lunedì stesso, dopo che Erica Bozzato si era rivolta a lei per denunciare gli sos ricevuti dal fratello. Lo conferma lo stesso Ministero degli Esteri contattato dal Tirreno: «L’ambasciata di Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina, segue con la massima attenzione il caso del connazionale Alessandro Bozzato prestando ogni possibile assistenza al connazionale e ai suoi familiari in Italia».

Intanto Paolo Epifani, della Cancelleria Consolare italiana a Città del Messico, martedì sera s’è messo in contatto con l’avvocata Tiengo: «Il console ci ha rassicurato circa la premura che gli uffici diplomatici stanno mettendo in questo caso. Il consolato conosce Bozzato ed è consapevole della fortuna che lui ha fatto in Messico con il suo lavoro».

A complicare il tutto ci si mette il fatto che la scorsa estate uomini armati hanno fatto un blitz nella sua villa portando via i suoi documenti e rompendo una delle telecamere di sicurezza.

Ore di angoscia queste per la famiglia Bozzato, divisa tra Cavarzere e Lucca: l’imprenditore, oltre ai fratelli, all’ex moglie lucchese e ai
figli, ha ancora gli anziani genitori. La speranza di tutti è che il 53enne possa presto far rientro in Italia. Intanto le forze dell’ordine sono al lavoro per accertare i fatti e capire se i suoi timori siano fondati e da che cosa esattamente derivino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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