Quotidiani locali

Chioggia, ferisce due agenti: arrestato, condannato e....riarrestato

La violenta reazione in questura a Venezia, dopo la condanna a un anno per aver colpito un poliziotto giovedì a Chioggia

CHIOGGIA . Evidentemente non gli era bastato spaccare una spalla a un poliziotto, mandarlo in ospedale e prendersi una condanna di un anno. Anzi nonostante la sospensione della pena, ieri, Mohammad Jata, profugo gambiano di 22 anni, ex ospite del vecchio hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia è stato riarrestato.

Dopo il processo, tenutosi  venerdì mattina in tribunale a Venezia, infatti, dove era stato condannato a dodici mesi di reclusione (pena sospesa) - giovedì aveva lussato una spalla a un agente che gli aveva chiesto i documenti, procurandogli una prognosi di 30 giorni -  l'uomo ha riaggredito due agenti della polizia di Stato ferendoli e rifiutandosi ancora una volta di farsi fotosegnalare.

Una pratica conosciuta che non consente ai funzionari della polizia scientifica di poter “usare la forza” come aveva fatto sapere il segretario generale regionale Ugl Fsp Polizia di Stato, Mauro Armelao. Il gambiano, infatti, ieri era stato condotto in questura per essere sottoposto a dei rilievi (foto e impronte) e per il Dna, ma una volta lì, ha iniziato a scaldarsi, tentando di sottrarsi agli accertamenti. Anzi, ha colpito violentemente, come attestano fonti ufficiali, due poliziotti, ferendoli.

Così è stato riarrestato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale in meno di 24 ore. Il magistrato di turno ne ha disposto la custodia nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia, in attesa di un nuovo processo a suo carico. Così doppio rito. Intanto all'uomo è stata revocata l’accoglienza, quindi per il momento resta in carcere, ma nel caso in cui dovesse essere rimesso in libertà per nuova sospensione della pena, il profugo non ha più diritto a essere ospitato in una struttura, ma è libero di rimanere in Italia.

Il ventiduenne era ospite all’hotel Al Bragosso, che da un mese sta facendo parlare di sé. I migranti avevano iniziato a protestare il 6 dicembre, lamentando la poca pulizia, la mancanza di igiene e di acqua calda. Avevano anche riferito che venivano trattati male e che quella cooperativa che gestisce il centro non la volevano. Per questo si erano anche barricati all’interno. Così in questi giorni la revoca della gestione alla ormai vecchia cooperativa è arrivata. Stop. Si cambia e ora sarà il proprietario dell’albergo che deciderà se riaffidarlo in gestione a un’altra coop oppure no. Rimane il fatto che per arrivare a riutilizzare il Bragosso, occorre effettuare dei lavori di manutenzione che ne richiederebbero

la chiusura almeno temporanea. Una struttura che comunque non consentirà, fanno sapere fonti ufficiali, di ospitare così tante persone come erano fino a un mese fa, dove i migranti erano 58. Ora 24 sono già stati trasferiti a Brondolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro