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Tragedia di Los Roques «Il mare, la loro tomba»

Noale. Il fratello della noalese Bruna Guernieri non crede più al recupero dei corpi della sorella, del compagno e delle loro figlie a 10 anni dall’incidente aereo

NOALE. Dieci anni. Sembra ieri dalla tragedia di Los Roques, al largo delle coste venezuelane, con dentro a quel maledetto aereo la noalese Bruna Guernieri, il compagno trevigiano Paolo Durante e le figlie Emma Viola e Sofia. «Sono là, in mezzo al Mar dei Caraibi» dice sconfortato il fratello di Bruna, Davide, ormai arresosi che le salme possano essere recuperato, «Dovevano vivere un sogno, si è trasformato in tragedia e quel mare dove si dovevano immergere, si è trasformato nella loro tomba».

«Mio papà lotta ancora per riavere i resti», spiega Davide Guernieri, «io ormai non ci credo più. Non ci credo più per tante cose: la situazione in Venezuela, i tanti milioni di euro che si dovrebbero spendere per andarli a prendere, la solidarietà della politica poi svanita. E nulla cambierà anche dopo il voto del 4 marzo».

È sconsolato il fratello di Bruna, nonostante i contatti con il Ministero degli Esteri siano frequenti e più di un viaggio lo ha fatto dal 2008 a oggi per dare una tomba ai quattro. E con lui, tutte le altre famiglie coinvolte, perché da subito hanno fatto squadra.

«Con Roma parliamo spesso», continua l’uomo, «sono sempre cortesi, ci rispondono ma non ci sono novità. Sappiamo che il velivolo è in fondo al mare: va bene così. Va bene così, perché appena dopo l’incidente erano state fatte tante ipotesi, anche le più disparate». Infatti si parlò pure di sequestri, vicende legate ai signori locali della droga.

«Sappiamo come stanno le cose ora in Venezuela» continua Davide Guernieri «e, forse, con la morte di Hugo Chavez stiamo chiedendo l’impossibile. L’Italia dice di non avere interlocutori laggiù, loro rispondono il contrario e noi stiamo nel mezzo. Al Venezuela spetterebbe recuperare il velivolo, anche per capire cosa avvenne quel giorno, il nostro governo contribuirebbe ma siamo fermi».

Ai Durante e ai Guernieri resta la borsa di studio, in memoria di Emma Viola e Sofia, indetta qualche anno fa; i premi vanno agli studenti più bravi dell’Istituto comprensivo di
Ponzano, frequentato all’epoca dalle due bambine. «Vi aspettiamo il 20 gennaio nel comune trevigiano» continua Davide Guernieri «ed è un modo per tenerle ancora vive». Almeno qualcuno potrà avere un riconoscimento per quanto fatto tra i banchi di scuola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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