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Saracinesche abbassate «Basta spaccio e illegalità»

L’ira degli esercenti stranieri: «Non vogliamo essere confusi con chi delinque»

Hanno incrociato le braccia e abbassato le saracinesche per dire «basta allo spaccio e all’illegalità» dilagante in tutta l’area della stazione, ma specialmente in via Trento e via Monte San Michele, le vie dove lavorano. Una trentina di commercianti stranieri, ieri pomeriggio, ha levato la voce. La richiesta di pattugliamento, controlli, polizia 24 ore su 24 e misure forti, non viene questa volta dai comitati di residenti italiani che non ne possono più di essere svegliati notte e giorno dal via vai di stranieri che scambiano e spacciano droga, dalle continue liti, le zuffe, i pestaggi e le bottigliate, all’ordine del giorno da quelle parti. Ma arriva direttamente dai negozianti immigrati che negli anni hanno “colonizzato” l’area della stazione e che non vogliono essere confusi con i connazionali che delinquono e che vogliono siano perseguiti perché mettono a repentaglio la loro reputazione e la qualità della vita che si sono conquistati nel tempo. Si sono appesi delle targhette e riuniti in un comitato che si chiama “Zero Degrado”.

Per la maggior parte sono nigeriani, ma tra loro ci sono cinesi, come il titolare dell’Asian Market, kosovari come il proprietario del Market Kosova Lulzim Suka di via Trento, o ancora bengalesi, che hanno frutta e verdura e macellerie. Unico italiano Pasquale Caiazzo, il titolare dell’osteria La Tana di Oberix di via Trento, che già in passato ha scritto lettere al questore e al prefetto per protestare contro la criminalità dell’area.

A parlare per i negozianti è Vincent, anche lui nigeriano: «Siamo nigeriani, cinesi, bengalesi e italiani», spiega, «il nostro timore è che accada qualche cosa di molto grave, perché la situazione sta peggiorando, abbiamo paura di essere confusi con gli spacciatori. Magari uno vede la persona, il colore della pelle, pensa che siamo tutti uguali, ma non è così, non siamo tutti uguali perché noi diciamo “no”, noi lottiamo contro degrado e spaccio. Non si tratta di razzismo, ma di fare la cosa giusta, per questo vogliamo un intervento della polizia 24 h finché l’area non tornerà ad essere pacifica perché le famiglie che abitano qui hanno diritto a vivere tranquillamente».

Sonia è nigeriana, vive e lavora a Venezia, ma fa le compere in via Monte San Michele: «Quando veniamo da queste parti a fare le spese abbiamo paura, e non va bene. Stanno rovinando tutto, io sono qui dal 2007 e lavoro, Venezia è una città di turisti e i nostri paesani non possono rovinare il nostro nome. Anche perché poi accade che magari non veniamo più aiutati ad acquistare o trovare degli appartamenti. Noi vogliamo che il sindaco ci aiuti, faccia presidiare la zona dalla polizia, in modo che possiamo lavorare e uscire dal negozio tranquillamente. Noi ce l’abbiamo con chi spaccia, chi litiga, chi delinque». Badal, bengalese, è titolare dell’attività di frutta a verdura in via Trento: «Vendono droga, la strada si svuota, fanno confusione, tanta gente che veniva da me adesso ha paura. Loro entrano, non pagano, rubano».

Titus, è venuto a sostenere la protesta. È nigeriano, vive a Quarto d’Altino ma fa il mediatore culturale a Treviso. «Sono contro lo spaccio e contro la delinquenza. Purtroppo vedo cosa sta succedendo ultimamente, con che sguardo la gente ci adocchia, le persone generalizzano, pensano che siamo tutti uguali, questi spacciatori ci rovinano la dignità. Vengo due volte al mese in via Monte San Michele, perché noi ci tagliamo i capelli in modo particolare, ma appena smonto si appoggiano alla macchina e io stesso ho paura a portare mia figlia qui». Sono tuoi connazionali? «Sì, guardati attorno». Li indica mentre vanno su e giù con la bici o a piedi cercando di capire che aria tira e cosa sta succedendo. «Spacciano all’aria aperta e la gente generalizza, per questo ho voluto unirmi alla protesta».

Ieri la polizia presidiava la zona. Il blindato era parcheggiato vicino al grande park della stazione. Gli agenti erano in borghese. Chiusi i negozi stranieri. «Abbiamo grossi problemi di droga e di spaccio», spiega il titolare del market Kosova, «siamo stufi, saranno un centinaio: bevono, spacciano, fanno di tutto. Sono qui da vent’anni, ho aperto da dieci anni il negozio, ma le vendite a causa loro calano». Un problema di delinquenza che ha dei
risvolti economici non indifferenti per gli stessi negozianti.

Pasquale Caiazzo, il titolare della trattoria La Tana di Oberix, ha abbassato le saracinesche nonostante l’ora. «Sono a favore di tutte le iniziative contro lo spaccio e il degrado».

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