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Ciro e Ivano vivevano in case occupate

L’Ater: «Li avevamo denunciati, ma deve intervenire la Procura. 178 gli abusivi»

Omicida e vittima, occupavano abusivamente le case dell’Ater nelle quali abitavano in calle delle Chiovere, nella centralissima San Rocco: Ivano Gritti era rimasto a vivere nella casa della madre morta, pur non avendone i titoli; mentre il suo assassino, l’ “amico” Ciro Esposito, aveva occupato l’appartamento in autunno. Come è possibile? «La scorsa estate avevamo denunciato alla Procura l’occupazione abusiva di Gritti e a novembre quella di Esposito: ma non possiamo sgomberare noi gli appartamenti occupati, serve un provvedimento del Tribunale e l’intervento delle forze dell’ordine per lo sgombero», raccontano ad una voce la direttrice dell’Ater Roberta Carrer e il commissario dell’azienda territoriale, Aldino Padoan. Sono 101 gli appartamenti occupati a Venezia, dove l’azienda possiede 5 mila alloggi; 178 in tutto, considerando anche la terraferma, su un totale di 12 mila appartamenti.

I vicini hanno raccontato di aver più volte segnalato l’occupazione abusiva e il comportamento aggressivo di Esposito. «Non ci è arrivato alcun esposto scritto, che avremmo immediatamente girato all’autorità, come facciamo per ogni denuncia, anche se anonima», prosegue Carrer, «le due posizioni erano comunque diverse, perché Gritti era rimasto ad abitare - dopo la morte della madre assegnataria - nella casa dove già abitava: non aveva i titoli, ma nella classifica delle occupazioni è tra quelle meno gravi, “buone”. Esposito, invece, era un abusivo totale. Ma non si può accusare l’Ater di non agire su questo fronte: siamo stati i primi a chiedere alla Prefettura di aprire un tavolo per avviare gli sloggi di chi non ha titoli. Ci dovrebbero assegnare un intero esercito per ripristinare le regole, in realtà come Chirignago, dove ci sono state assegnazioni a famiglie Rom e poi sono arrivati centinaia di parenti. O al Villaggio Pertini e ora a Favaro. A parte il caso specifico, a Venezia ci sono realtà sociali diverse, del quali dovrebbe farsi carico il Comune:
noi abbiamo messo a disposizione 47 appartamenti dal 2013 ad oggi per casi sociali, ma non sono stati assegnati dall’amministrazione. A Venezia abbiamo 111 case in restauro, 11 pronte, ma è il Comune a dover fare le assegnazioni». Mille in graduatoria.

Roberta De Rossi

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