Quotidiani locali

«Barche rubate, più di un furto al giorno»

La denuncia del gruppo Diportisti. Appello al prefetto: «Videosorveglianza in zone strategiche»

«Una media di più di un furto al giorno di barche e attrezzature da diporto nei 16 giorni di festività natalizie. Preoccupante recrudescenza di furti, danneggiamenti e ritrovamenti di barche alla deriva dopo il saccheggio, con un aumento almeno del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». Un segnale inquietante, dati alla mano, che arriva da Mirco Bodi, portavoce del gruppo Facebook “Diportisti della Laguna Veneta” che raccoglie il punto di vista e le segnalazioni di 8798 membri fra i proprietari di barche private da diporto. «Solo nel profilo del nostro gruppo» spiega «dal 23 dicembre al 7 gennaio abbiamo raccolto 21 segnalazioni di furti di barche o materiali nautici e costose strumentazioni da diporto come motori, gps, ecoscandaglio, eccetera. Una media di 1,3 episodi di furto e affini per ogni giornata, tenendo conto solamente delle segnalazioni pubbliche o in privato ricevute via Facebook o sulla nostra chat di emergenza su piattaforma Telegram. Senza contare che siamo convinti che per gli ammanchi di piccola entità, spesso di carburante o di materiali di poco valore, diventino più rare le segnalazioni alle autorità o anche solamente nei social da parte dei diportisti. Per questo cogliamo l'occasione per invitare tutti i danneggiati e derubati in seguito a furti in laguna a denunciare sempre in ogni occasione i furti alle autorità».

«In alcuni casi» prosegue Bodi «abbiamo avuto la sensazione che gli autori dei furti non venissero da fuori, ma che fossero piuttosto ladri locali, in molti casi profondi conoscitori delle abitudini dei diportisti. La maggioranza dei furti è avvenuta di notte». Le zone lagunari più battute sono quelle del centro storico, ma anche i canali Osellino e Marzenego, la zona di Fusina, le darsene e gli ormeggi delle zone più abitate di Chioggia e di Cavallino-Treporti.

«Lanciamo un appello al prefetto di Venezia ma anche alle autorità veneziane che possono vigilare in questo senso» spiega Bodi, «perché il fenomeno è sempre più preoccupante e sarebbe necessario rompere questa percezione della laguna come Far west per le scorrerie notturne. Crediamo che sarebbe utile implementare in punti strategici la videosorveglianza lagunare con il riconoscimento delle targhe, ma anche aumentare le indagini ed i controlli sulla ricettazione dei materiali nautici che in molti casi, come quando vengono rubati costosi
motori da fuoribordo, diventano troppo facilmente rivendibili. Non è la prima volta che membri del gruppo Facebook segnalano annunci di siti di vendita dell'usato on line che lasciano intuire con facilità la dubbia provenienza dei beni in vendita».

Francesco Macaluso

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori