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Venezia, Esposito ha sparato per uccidere l’amico

I carabinieri non credono alla versione dell’omicida: i due avrebbero litigato per i soldi, forse il bottino delle rapine ai supermarket

Ha sparato ad altezza uomo per uccidere. Difficile per gli investigatori pensare che Ciro Esposito abbia sparato solo per difendersi e senza sapere che all’esterno c’era l’amico Ivano Gritti. Molto probabilmente ha fatto fuoco perché aveva paura dell’amico, perché conosceva il suo lato violento. E da qui l’ipotesi investigativa che i due prima avessero litigato e nella lite sta il movente dell’omicidio. Gli investigatori dei carabinieri continuano a battere due piste: che la lite sia scoppiata per motivi di denaro o per una questione di donne. Nel frattempo gli uomini del colonnello Claudio Lunardo hanno rintracciato l’uomo che era con Gritti quando questi è stato ferito da Esposito. L’uomo che ha la pelle scura era stato scambiato per uno straniero, è scappato quando l’amico è caduto a terra ferito. È un veneziano. È già stato sentito dai carabinieri. Non è indagato. Almeno per ora.



Il movente. Gli investigatori si stanno concentrando sulle fasi del delitto convinti che non sia un fatto casuale, In sostanza in questo momento sono convinti che Esposito non racconti la verità quando dice che non sapeva chi fosse la persona all’esterno della porta che chiedeva di entrare. Dice di non aver riconosciuto la voce di Gritti. In realtà i militari credono che abbia sparato non per intimorire ma per uccidere. Se avesse voluto spaventare chi stava all’esterno non avrebbe sparato ad altezza uomo. Il proiettile di pistola calibro 9 che ha ucciso il pregiudicato della Giudecca gli è entrato da un occhio. Molto probabilmente Gritti e l’altro veneziano erano andati a casa di Esposito, in calle delle Chiovere, per discutere di qualche affare. Una questione che li deve aver fatto molto probabilmente litigare. Le ipotesi per il momento sono due: denaro e donne. La più consistente riguarda il denaro ed è probabile sia legata al fatto che i due sono sospettati di essere parte del trio che nel giro di alcune settimane ha compiuto altrettante rapine a supermercati del centro storico. Questo il denaro motivo della lite? E a cosa serviva quel denaro?

Indizi sulle rapine. I due sono sospettati di essere i responsabili dei tre colpi ai danni di due supermercati della Coop e uno ad un Punto Crai. Tre rapine che hanno fruttato poco più di seimila euro. A collegare le rapine ad Esposito e Gritti la descrizione dei banditi fatta dai testimoni, soprattutto dipendenti dei negozi. Poi sono stati trovati degli indumenti compatibili con quelli indossati dai banditi durante le rapine e descritti dai testimoni.

I soldi delle rapine non sono molti se si considera che sono stati divisi in tre. Alla fine hanno rischiato molto per duemila euro a testa. Ma forse il denaro serviva ad altro, magari a finanziare un altro traffico illecito. Droga? Spesso la malavita finanzia traffici illeciti con delle rapine. Per il momento tutto questo non è stato accertato anche perché il pm Patrizia Ciccarese ha concentrato la sua attenzione, quindi quella degli investigatori dell’Arma, sul delitto. Anche se va sottolineato che lo stesso Esposito, fin dall’inizio ha confessato il delitto e quando viene arrestato, lunedì notte, ha ancora la pistola in mano con la quale ha sparato all’amico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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