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Gli investigatori: "A Palazzo Ducale un colpo alla Lupin"

I particolari. "In azione una coppia di assoluti professionisti, per un colpo studiato nei dettagli che è stato eseguito alla fine della mostra, quando il personale di sorveglianza è stanco e la tensione si allenta". 

Venezia. Il furto di gioielli a Palazzo Ducale ripreso dalle telecamere di sicurezza Ecco la sequenza del clamoroso furto alla mostra di gioielli organizzata nelle sale di Palazzo Ducale a Venezia: nelle immagini del sistema di videosorveglianza interna si vedono il ladro e il suo complice in azione. A cura di Vera Mantengoli - LEGGI L'ARTICOLO

VENEZIA. "La teca aperta senza romperla, l'allarme ritardato, e poi sono svaniti nel nulla. Sembra un colpo alla Lupin". Uno degli investigatori che stanno seguendo il caso del clamoroso furto di antichi gioielli della collezione dello sceicco del Qatar, a Palazzo Ducale, chiama in ballo nientemeno che Arsène Lupin il celebre protagonista dei romandi di Maurice Leblanc, a inizio Novecento.

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"No, no", interrompe lui, "sembra Lupin III, l'eroe dei cartoni animati. Questo colpo è davvero incredibile. Quando da Roma ci hanno chiesto i particolari i colleghi continuavano a fischiare pieni d'ammirazione. Ad agire sono stati in due, ma è più probabile che in sala non fossero da soli"

Ma cosa può essere successo? "Non lo sappiamo, siamo nel campo delle supposizioni, sia chiaro. I casi sono due, o un signore che passava di lì per caso si è improvvisato esperto di sistemi blindati e di allarmi elettronici di ultima generazione e ha trovato sul posto dei complici esperti come lui oppure siamo di fronte a una banda di professionisti".

Quindi? "Siccome il primo caso per quanto teoricamente possibile è molto, molto improbabile, resta solo il secondo. Un furto studiato a lungo da una banda di assoluti professionisti che ha seguito quel gioiello per vare mesi, in più mostre, poi ha deciso che il colpo poteva essere fatto e, soprattutto, fatto qui, a Venezia, nelle splendide sale di Palazzo Ducale".

Quindi nulla al caso? "Direi di no, poi però ce lo diranno gli esperti in arrivo. Certo il fatto di aver fatto prima scattare un allarme lontano dalla teca, per poi colpire proprio quella fa capire che puntavano a quei gioielli. Comunque ci hanno già fatto notare che anche il periodo è quello scelto dai veri professionisti".

Cioè? "Verso la fine dell'esposizione (che era in programma fino al 7 gennaio) quando anche il personale è più stanco, l'attenzione si allenta e, soprattutto, dopo che i ladri hanno potuto studiare gli allarmi, trovare i difetti nel piano di protezione e provare il loro piano più volte, dopo averlo adattato a tutti i particolari".

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Possibile la presenza di un basista? "No comment, perché non lo so".

La sorveglianza come ha reagito? "Questo sarà oggetto di valutazione. Certo la coppia di ladri sul posto ha avuto il tempo di allontanarsi con i complici prima che le sale venissero chiuse. Difficile però pensare di potersi difendere da banditi che hanno aperto una teca blindata senza romperla e hanno saputo come fare ritardare l'allarme".

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