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Il questore: "Professionisti molto sofisticati"

Lo strabiliante furto milionario di gioielli a Palazzo Ducale. I ladri avevano "altissime conoscenze tecnologiche specifiche". Allarme ritardato e teca aperta senza romperla

VENEZIA. "Una conoscenza tecnologica da parte dei ladri altamente sofisticata che ha permesso loro di ritardare l'entrata in funzione dell'allarme e di aprire la teca contenente i gioielli senza romperla": così il questore di Venezia, Vito Gagliardi, spiega all'Ansa come sia potuto avvenire oggi il furto di gioielli dalla mostra di Palazzo Ducale.
 
"L'allarme, molto sofisticato, è scattato - chiarisce - ma chi ha compiuto l'azione ha potuto fare in modo che avvenisse in ritardo, permet ...

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VENEZIA. "Una conoscenza tecnologica da parte dei ladri altamente sofisticata che ha permesso loro di ritardare l'entrata in funzione dell'allarme e di aprire la teca contenente i gioielli senza romperla": così il questore di Venezia, Vito Gagliardi, spiega all'Ansa come sia potuto avvenire oggi il furto di gioielli dalla mostra di Palazzo Ducale.
 
"L'allarme, molto sofisticato, è scattato - chiarisce - ma chi ha compiuto l'azione ha potuto fare in modo che avvenisse in ritardo, permettendo ai ladri di uscire indisturbati".
 
Gagliardi parla degli autori del furto come di professionisti con una "altissima conoscenza tecnologica" che ha consentito di farsi beffe "degli altissimi livelli di sicurezza" che erano stati messi in atto nel palazzo e nella sala per salvaguardare l'integrità dei pezzi esposti.
 
La teca, in particolare, è stata aperta senza che i malviventi abbiano avuto la necessità di romperla per impadronirsi della spilla e degli orecchini. Il questore esclude che vi possano essere state falle nel sistema di sicurezza.
"Il protocollo era adeguato e di altissimo livello - conclude - così come le sale e l'intero palazzo".