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Venezia si spopola? La storia bella di Laura e Thomas

«Abbiamo sempre amato questa città e desiderato viverci, per anni trovare casa è stato impossibile, poi il miracolo» 

«Non so da dove venga il mio amore per Venezia, ma ho sempre desiderato vivere qui e finalmente - dopo una ricerca infinita - io e Thomas abbiamo trovato una casa, con regolare contratto di affitto, che ci ha permesso di ottenere la residenza: magnifico regalo di Natale. E presto, Venezia avrà anche un terzo residente in più!».

Laura Panchisen e Thomas aspettano un bambino. O una bimba: «Non lo sappiamo», ride lei. E vien proprio da raccontarla quella storia di una giovane coppia di trentenni e del loro amore per Venezia, in controtendenza rispetto al pianto dei “contatori” in perenne calo: il 2017 si è portato via altri mille residenti, fermando la conta dell’anagrafe a 53.835 abitanti a Venezia, 61.515 con Murano e Burano, 81.827 con Lido e Pellestrina, fino ai 261.692 del Comune.

«Vengo da Verona», racconta Laura, «quando tre anni fa sono diventata responsabile di un negozio in stazione Santa Lucia ho colto occasione al volo: sapevo di voler vivere qui, a Venezia. Mi piace non dover usare l'auto, incontrare le persone per strada, andare a piedi nel bello che c’è. La prima “casa” è stato un ex magazzino riadattato, che non aveva a metratura per un’abitazione: 550 euro al mese». Ma Laura non si è arresa: «In tanti mi dicevano che una volta qui, Venezia non mi sarebbe piaciuta. Invece, no: ho iniziato ad amalgamarmi con l’ambiente, le persone e grazie alle conoscenze sono riuscita a trovare un bilocale. Proprietari deliziosi, ma - per problemi di Catasto - anche qui senza possibilità di contratto. Poi ho conosciuto Thomas e ci siamo messi alla ricerca di casa in due. Un’impresa». Laura racconta con il sorriso nella voce. Il compagno è nato a Ceggia, è venuto a studiare allo Iuav 20 anni fa e non si è più mosso. Ha sempre vissuto da “studente”, con altre persone. Ora gestisce alcuni appartamenti di terzi: per affitti turistici, naturalmente. «Lo so, sembra un controsenso, ma c’è modo e modo di vivere questa città e non semplicemente sfruttarla, anche lavorando con il turismo», racconta Laura, che ora dirige un’osteria in fondamenta della Misericordia, «cerchiamo di trasmettere alle persone che arrivano come vivere e rispettare Venezia. Spieghiamo che ha una storia antica, che è fragile, non va bistrattata».

E la casa? «Non puoi far nascere un bambino senza la residenza: per l’asilo, il pediatra....ci stavamo disperando: abbiamo scoperto truffe di falsi proprietari in rete, le agenzie non ti prendono in considerazione. Poi il “miracolo”: si è liberata la casa di una signora, una dei pochissimi proprietari veneziani che affitta a inquilini “veri”: un mese fa abbiamo traslocato. L'affitto è di 850 euro, c’è la stanza per il bimbo». Che pensi dei veneziani... lagnosi? «C’è il veneziano che dice amo e combatto per Venezia e quello che si è arreso e non la rispetta per primo e che va educato in maniera civica quanto i turisti, perché lascia andare la città, la spolpa. Poi ci sono i gruppi, le associazioni, chi cerca le soluzioni
al di là della politica: utile “lamentela risolutiva”. Io mi chiamo "nuova veneziana": ma siamo in tanti. Studenti, lavoratori, senza contratti regolari, che amano la città, resterebbero qui. Io ho avuto fortuna, ma dovrebbe essere una cosa normale».

Roberta De Rossi

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