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«Grande capacità di innovare stando saldo alla tradizione»

MURANO. «Il maestro Signoretto tra tutti è quello che più rappresenta il vetro di Murano, la sua cultura, la sua tradizione a Venezia e nel mondo»: le parole sono di Luciano Gambaro, presidente del...

MURANO. «Il maestro Signoretto tra tutti è quello che più rappresenta il vetro di Murano, la sua cultura, la sua tradizione a Venezia e nel mondo»: le parole sono di Luciano Gambaro, presidente del Consorzio Promovetro. «Pino è e rimarrà unico per abilità, estro e ingegnosità nel tradurre in vetro centinaia di progetti, disegni, idee e “sogni” che per decenni da tutto il mondo gli hanno proposto in fornace a Murano. Perdiamo un amico e un maestro inimitabile, ma forse qualcuno da oggi avrà vicino a sé un grande artista», aggiunge Gambaro.

Gli fa eco Cristiano Ferro, presidente della sezione Vetro di Confindustria Venezia: «Con la scomparsa del Maestro Pino, il mondo dell’arte vetraria perde uno degli esponenti più apprezzati e conosciuti a livello internazionale. Allo stesso modo l’isola di Murano perde quello che per tutti era un esempio di capacità e di ricerca della sperimentazione in un’arte millenaria sempre in evoluzione, ma soprattutto un persona umile e disponibile».

Cordoglio è stato espresso anche da Confartigianato Venezia. «Pino ha rappresentato negli ultimi 50 anni forse uno degli ultimi esempi di maestro “assoluto” della storia di Murano, incarnando quella figura di maestro e artista certamente più rinascimentale che contemporanea», sono le parole di Andrea Della Valentina, presidente del settore Vetro, «Una figura che oggi con la sua scomparsa diviene veramente rara nel panorama muranese del momento. Rimarrà per sempre tra noi attraverso l’immortalità delle sue opere». Il segretario Gianni De Checchi ricorda che come Confartigianato Venezia il maestro Signoretto è stato premiato nel 2005 con il Leone d’Oro al teatro Goldoni per il segno lasciato nell’artigianato veneziano. «Con Signoretto scompare uno degli ultimi grandi maestri del vetro, che ha saputo fare la storia di Murano soprattutto perché ha saputo innovare costantemente»,
aggiunge De Checchi, «Mancherà questo insegnamento e questa guida e quindi il futuro di Murano e del vetro saranno un po’ più “poveri” e più difficili. Sono figure la cui presenza viene data quasi per scontata, ma la cui assenza si paga a cara prezzo in termini culturali».

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