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Gioco d’azzardo il M5s chiede più poteri ai Comuni

SAN DONÀ. Gioco d’azzardo, allarme del M5s che parla del caso Musile. In Veneto c’erano 10,40 apparecchi per mille abitanti nel 2016 e la ludopatia che nel Veneto orientale interessa almeno seimila...

SAN DONÀ. Gioco d’azzardo, allarme del M5s che parla del caso Musile. In Veneto c’erano 10,40 apparecchi per mille abitanti nel 2016 e la ludopatia che nel Veneto orientale interessa almeno seimila persone. Musile ha “la maglia nera” con poco più di tremila euro giocati mediamente da ciascun abitante in un anno. Poi ci sono città come Jesolo dove sono aperte molte sale e manca una disciplina severa sugli orari.

«Ritengo non più sufficiente il semplice controllo del fenomeno», ricorda la deputata Arianna Spessotto, «come è stato detto dal sindaco di Musile, per arginarne la diffusione. Credo che invece sia necessario ingaggiare una vera e propria battaglia, a partire dal livello istituzionale degli enti locali, per contrastare quella che è diventata una profonda ferita. Basti pensare che in Italia sono circa un milione le persone affette da ludopatia e due milioni i giocatori a rischio: i Comuni devono essere messi nelle condizioni di avere maggiori strumenti, anche normativi, e un potere rafforzato su questa materia. Sempre più spesso le amministrazioni comunali sono infatti messe in difficoltà dagli esercenti e dalle concessionarie,
con i numerosi ricorsi ai giudici amministrativi contro i tentativi messi in atto per arginare il fenomeno. Ricordo che la Corte costituzionale ha ribadito, da ultimo con la sentenza 108/2017 la piena legittimità degli interventi dei Comuni in questo settore». (g. ca.)

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