Quotidiani locali

«Un sopralluogo dell’Usl in quella casa»

Il vicesindaco vuole conoscere le condizioni igienico sanitarie dell’immobile che ospita i profughi

CHIOGGIA. Profughi a Brondolo: il Comune si mobilita e vuole vederci chiaro. Venerdì pomeriggio l’amministrazione comunale pentastellata ha incontrato i cittadini del comitato di quartiere di Brondolo, riunitosi per fronteggiare l’emergenza immigrazione. Un sobborgo a pochi chilometri da Chioggia, che quasi la lega alla terraferma e che conta appena cinquecento abitanti. Cinquecento più i richiedenti asilo ospitati nelle due strutture, la prima in via Giovanni XXIII e la seconda in una palazzina di via Gradenigo. Ma al momento il numero esatto dei migranti giunti a Brondolo è indecifrabile, anche per l’amministrazione stessa che ha chiesto lumi.

Il vicesindaco Marco Veronese, il 28 dicembre, ha formulato e protocollato una richiesta rivolta all’Usl 3 Serenissima affinché si faccia un sopralluogo di carattere igienico sanitario all’interno di quell’immobile che ora ospita alcuni profughi provenienti dall’ex hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia. In tutto dovrebbero essere 18 i profughi accolti lì. «È importante per noi», dice l’assessora Patrizia Trapella, « capire lo stato di questi luoghi, sia per una questione igienico sanitaria, sia per l’ordine pubblico, sia per la sicurezza di chi si trova all’interno degli appartamenti e di chi vive a Brondolo».

L’assessora Trapella e il sindaco Alessandro Ferro, il 21 dicembre scorso, congiuntamente, hanno richiesto un incontro urgente con il prefetto lagunare Carlo Boffi, da tenersi anche con i rappresentanti del comitato di Brondolo che vogliono essere illuminati sulla questione. Ma ancora nulla di fatto. E un esposto all’Usl 3 Serenissima, all’amministrazione comunale, ai vigili del fuoco e alla guardia di finanza era stato presentato a nome di tutto il vicinato di Brondolo per verificare le condizioni dell’immobile di via Gradenigo. «I residenti», spiega Trapella, «avrebbero piacere di parlare con il prefetto, anche perché nutrono alcune perplessità sulla presenza di questi immobili che ospitano i richiedenti asilo e che sono distanti poche centinaia di metri l’una dall’altra. Auspico che per i primi di gennaio si possa avere la possibilità di un colloquio. Noi come
amministrazione siamo vicini alla cittadinanza tutta e ai cittadini di Brondolo, è nostro compito e nostro dovere far fronte alle loro richieste e istanze». Intanto, il comitato di quartiere, sta pensando di posticipare la manifestazione dopo l’Epifania.

Serenella Bettin

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