Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Il record: insegnante multato 20 volte in 15 giorni

San Stino. Il caso più eclatante delle contravvenzioni scattate dai due autovelox. Michielli: «Vogliono far scappare i turisti»

SAN STINO. La questione delle oltre 10 mila multe sulla provinciale 59 che collega Caorle a San Stino si infiamma notevolmente, dopo che il sindaco di San Stino di Livenza, Matteo Cappelletto, a seguito di un’interrogazione consiliare, ha illustrato le notevoli cifre relative alla strumentazione adottata dalla Città metropolitana per arginare il fenomeno dell’elevata velocità. Proprio ieri, però, è emerso un caso limite: è quello di un professore che abita a metà strada tra le due località. Negli ultimi 15 giorni ha rimediato 20 multe, dovrà pagare più di 3.000 euro e rifare la patente. Comprensibile la sua amarezza.

Il mondo del turismo è in subbuglio. Il presidente veneto di Confturismo Marco Michielli si ribella. «Anziché accogliere i turisti a braccia aperte, noi li massacriamo con le multe e la tassa di soggiorno; e li invitiamo a rivolgersi altrove per le loro vacanze. Quanto sta accadendo sulla provinciale tra San Stino e Caorle è indecente, scandaloso e inaccettabile». A breve saranno attivi due impianti simili sulla strada per Bibione. I due autovelox sono stati installati tra Contarina e La Salute a settembre, e sono in funzione dai primi di ottobre. Al chilometro 7 occorre mantenere una velocità non superiore al limite di 70 chilometri all’ora. Può essere rischioso viaggiare persino a quota 72. Le apparecchiature poi sono in funzione anche nelle ore notturne, e le multe raddoppiano quando è buio. Le prime avvisaglie del malumore delle popolazioni di San Stino e Caorle si erano registrate a partire da novembre, con il recapito delle prime buste verdi, quelle che indicano gli avvisi di carattere giudiziale. Poi le proteste sono diventate uno tsunami incontrollabile, tanto da convincere due consiglieri comunali di minoranza a rivolgersi direttamente al sindaco, per illustrare i numeri del servizio forniti dalla Città metropolitana. I consiglieri comunali (compresi quelli di maggioranza) sono rimasti sbalorditi. In due mesi e mezzo sono state staccate più di 10mila multe per un incasso che supererà quota 700 mila euro. Centinaia i ricorsi già presentati. Molti hanno dovuto dire addio alla patente.

Come il caso dell’insegnante che ha lamentato di aver ricevuto 20 multe in 15 giorni, per una spesa complessiva di 3.000 euro. Tra l’altro le buste con le contravvenzioni sono state recapitate dal suo postino tutte in una volta. Ora è disperato. Le cifre sono già importanti oggi, ma quando in primavera aprirà la stagione turistica la “strage”, si teme, sarà ancora più accentuata. «Quanto sta accadendo è molto negativo», ha riferito il presidente regionale di Confturismo Marco Michielli, «gli autovelox della provinciale 59 sono lì solo per fare cassa. Non ci vengano a raccontare la favola che sono utili alla prevenzione. Non è vero. Non accetto il discorso sulla prevenzione. Hanno studiato un metodo utile per ingannare gli automobilisti e i turisti. Anziché interrogarci su come accoglierli, in Italia studiamo le mosse per poter fregare i nostri ospiti. Tutto questo è indegno, sarà un massacro». A Bibione i due autovelox sorgeranno tra Comugne e Cesarolo. La cartellonistica, su una strada in cui il limite è di 90 chilometri all’ora, è già stata installata.