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Cinque mesi in ospedale, poche le speranze

La piccola era stata ricoverata a Dolo, ma era subito entrata in coma. Poi il trasferimento a Padova

FIESSO D’ARTICO. È durata quasi 5 mesi l’agonia di Carlotta Trevisan, la bimba di 9 anni colpita dalla Seu, la sindrome emolitico-uremica da cui è stata colpita. La Seu è una malattia acuta rara, deriva da insufficienza renale acuta nell’età pediatrica. Si manifesta con tre sintomi: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale a causa dei quali molto spesso è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la Seu può avere un decorso grave che in alcuni casi può avere esito fatale. Nella sua forma tipica (circa l’85% dei casi), la Seu si manifesta come una complicanza di un’infezione intestinale batterica, sostenuta da ceppi di Escherichia coli (Stec) produttori di una potente tossina, la verocitossina, trasmessa per via alimentare ma anche per contatto con animali infetti o ambiente contaminato attraverso il circuito oro-fecale.

Tutto era cominciato a fine luglio quando la bimba era stata ricoverata all’ospedale di Dolo. A causa dell’aggravarsi della malattia, la bimba è entrata in coma dopo qualche giorno dai primi sintomi. Tra le varie cure che le sono state fatte per tentare di salvarla, da più di un mese e mezzo c’è stata anche la dialisi e la plasmaferesi, ma con scarsi risultati. Un arresto cardiaco nel frattempo ha reso ancora più lente le possibili cure, a causa della pressione bassa della bambina. La situazione di Carlotta si è aggravata sempre più: intestino, reni, pancreas sono stati fortemente danneggiati e ha riportato nel corso del tempo gravissime lesioni cerebrali con una situazione neurologica che nelle ultime settimane era ormai considerata irreversibile Sono stati staccati alcuni macchinari che l’aiutavano a far funzionare il suo corpicino così provato dalla malattia. La situazione in questi giorni si è ulteriormente aggravata e le piccole speranze che ancora c’erano di poterla salvare erano svanite.

La piccola è stata spostata all’hospice dell’ospedale di Padova negli ultimi giorni, proprio a causa dell’aggravamento delle condizioni cliniche. Ieri mattina proprio sul finire di questo anno, la “piccola guerriera” Carlotta, che per
tanti mesi aveva tenuto accesa la speranza dei genitori e di chi la conosceva, lottando contro una sorte davvero crudele, ha esaurito le sue forze e si è spenta vicino ai propri genitori che le sono stati vicini per mesi ogni giorno, senza mai lasciarla sola un solo attimo. (a.ab.)

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