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Brugnaro: «Mi ricandido a sindaco, finisco il lavoro e lascio»

Il sindaco:«Le politiche di marzo? Resto fuori e spero vinca il centrodestra». Ma ringrazia Mattarella e Gentiloni: «280 milioni alla città per otto anni»

VENEZIA. «Le politiche di marzo? Io resto fuori. Se serve, mi ricandido qui per finire il lavoro. E poi me ne torno a casa mia». Parla di tutto il sindaco Luigi Brugnaro, nella conferenza stampa di fine anno al municipio di Mestre. Anche del suo «futuro politico». «Non ho tessere di partito in tasca», dice, «non devo rispondere a nessuno. Lavoro gratis perché ho deciso di dare una mano alla mia città». Escluso dunque un suo coinvolgimento nella politica nazionale. Il sindaco-imprenditore ci tiene a ribadire le cose fatte in questi due anni e mezzo di governo dalla sua amministrazione. «La soddisfazione più grande», attacca, con a fianco l’assessore Michele Zuin che annuisce, «è quella di aver rimesso in sesto il bilancio». Vecchio ritornello, che si ripete da quando Brugnaro è diventato sindaco dopo vent’anni di governo del centrosinistra. «Ma i numeri sono numeri», scandisce, «e sono la miglior risposta a quella parte rancorosa che trova sempre qualcosa che non va bene. Strada ne dobbiamo fare, errori ne abbiamo commessi. Ma il trend di questa città è invertito». Ed ecco i numeri: «nel 2015», dice Brugnaro, «il debito ammontava a 799 milioni di euro. Nel 2016 siamo scesi a 760, quest’anno arriveremo a 740. Primo risultato: non lasceremo debiti ai nostri figli. Quando i tassi aumenteranno, e i segnali sono già visibili, qualcuno dovrà fare una Finanziaria per pagare i debiti». Secondo risultato, i fondi della legge Speciale. «Devo ringraziare il presidente Mattarella e anche il premier Gentiloni», scandisce il sindaco, «grazie a loro porteremo in città 280 milioni di euro nei prossimi otto anni». Grazie al Pd, dunque. Anche se, aggiunge, «spero in un risultato per il centrodestra. In fondo la mia giunta è sostenuta da quelle forze politiche». Nel bilancio positivo della sua attività di governo, il sindaco inserisce anche la liquidità disponibile, i 50 milioni investiti dal governo per cablare la città («Hanno scelto noi, ci sarà anche qualche pietra messa male, ma è un lavoro importante»).

Vigili. E i 70 nuovi vigili. Risultati brillanti sul fronte della lotta alla droga e dell’ordine pubblico. «Nel 2014 sono stati sequestrati 231 grammi di droga. Nel 2015, 517. Nel 2016, 5 mila. Quest’anno 27 mila. Segno evidente dell’impegno».

Risorse. La Finanziaria ha portato nuove risorse a Venezia. «Grazie all’impegno bypartisan», ci tiene a sottolineare Brugnaro, del sottosegretario Baretta del Pd e di Renato Brunetta di Forza Italia. Ci sono stati anche molti consiglieri comunali di opposizione che hanno dato una mano».

Cinquestelle. E i grillini? «Beh, ce ne sono di bravi nel Movimento Cinquestelle. Noi a Venezia non siamo stati molto fortunati». Punture di spillo al consigliere Davide Scano, tra i più attivi a presentare interrogazioni ed esposti contro la giunta Brugnaro. «C’è chi brinda sempre quando qualcosa non va. Ma non lo sa quel tale Scano che era consigliere di opposizione anche prima che le scuole non avevano il certificato di agibilità? Ci sono dei problemi, certo. Come il blocco dei lavori alla Gazzera per il fallimento dell’impresa, il blocco degli interventi nell’area dell’ex ospedale. Ma noi andiamo avanti. Vogliamo fare la pista ciclabile per San Giuliano, il ponte ciclopedonale per gli studenti in via Torino. E Scano dice: la passerella non va ben. Hanno detto che avevo il conflitto di interessi. Primo in Italia ho fatto il blind trust. No va ben lo stesso...».

Dirigenti. Nell’ambito delle cose fatte, Brugnaro elenca anche «il riavvio della macchina comunale». Non la pensano così molti dipendenti e dirigenti. Ma lui snocciola cifre. «I dirigenti si sono ridotti da 72 a 55, con notevole risparmio. Ne abbiamo assunti due di nuovi. Marco Mastroianni, ex direttore generale a Verona per i progetti speciali, Danilo Gerotto, di San Donà, ex della Provincia, per l’Urbanistica».

Città metropolitana. Brugnaro, che è anche sindaco metropolitano, ricorda i finanziamenti per Mirano. «Ma lì protestano sempre. Quest’anno abbiamo messo un milione e 400 mila. Proteste. Mah... non è un bel viatico. La Città metropolitana ha acquistato il 10 per cento delle quote di Venis. Così la società informatica del Comune potrà offrire i suoi servizi anche ai 44 comuni della provincia».

Giornalisti.
«Grazie anche ai giornalisti. «Di qualche caso singolo parleremo dopo», scherza. E alla fine chiede: «La Rai non c’è? No. L’altra volta hanno detto che avevo fatto un attacco alla stampa. Ma erano loro che sono arrivati tardi... Buon anno a tutti».

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