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Un corpicino tra i rifiuti arrivato da lontano

Il Comune di Musile aveva deciso di chiamarla Maria, al funerale aveva partecipato tutta la comunità

Fino a oggi le indagini non sono riuscite a dare un nome e non sono riuscite a ricostruire la breve storia della neonata trovata morta tra i rifiuti smistati dall’azienda Ecopatè di Musile di Piave. La richiesta formulata ai dirigenti scolastici della Toscana è riconducibile al fatto che, in quei giorni l’azienda, che raccoglie rifiuti da tutto il Nord Italia, ne aveva raccolti anche da Lucca e da zone dell’Emilia Romagna confinanti con la Toscana. Le richieste alle scuole veneziane sono state formulate nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento anche se chi indaga ritiene improbabile che la neonata possa essere stata abbandonata nel Veneziano o nel Veneto: la Ecopaté infatti non raccoglie rifiuti direttamente dal Veneto, ma li riceve indirettamente dal polo di Fusina (a Marghera) dove c’è già un primo smistamento e dove con ogni probabilità gli operatori si sarebbero accorti della neonata, così come è avvenuto a quelli di Ecopatè. In procura c’è un fascicolo aperto con l’ipotesi di reato di soppressione di cadavere. Lo scorso 4 novembre la macabra scoperta è stata fatta dagli operai impegnati nella suddivisione dei rifiuti. Tra i materiali di risulta e i vetri, hanno prima visto il cordone ombelicale e poi scorto il corpicino di una neonata. I dipendenti della ditta di trattamento rifiuti di via dell’Artigianato non avevano potuto fare altro che fermarsi a attendere l’arrivo dei carabinieri di San Donà, avvertiti del tragico ritrovamento. Alla Ecopatè erano in corso le operazioni di vagliatura dei residui provenienti dalla raccolta differenziata del vetro. Rifiuti che arrivano dal Triveneto, dall’Emilia e da
altre zone del Nord Italia che l’azienda tratta collaborando con il gruppo Veritas, che ha con la società di Musile una partnership internazionale attraverso la controllata Eco-ricicli. La comunità di Musile si era poi stretta intorno alla piccola morta, che aveva voluto chiamare Maria.

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