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Nasce l’ospedale “nuovo” per San Donà e Jesolo

Potrebbe sorgere a Caposile, sul litorale resta il pronto soccorso, Portogruaro salva la sua struttura sanitaria per evitare la fuga dei pazienti in Friuli

SAN DONÀ. Sanità nel Veneto Orientale, l’Usl 4 si rafforza e aumenta in personale e servizi, con la novità dell’ospedale nuovo dietro l’angolo. Nel computo generale di accorpamenti e riorganizzazioni venete, è la sola azienda sanitaria a crescere e potenziarsi. Mentre torna in primo piano il dibattito sull’ospedale unico del Veneto Orientale, il direttore generale dell’Usl, 4 Carlo Bramezza, conferma che resterà in sella fino al 2020 per concludere il suo ultimo mandato. Smentendo così le vo ...

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SAN DONÀ. Sanità nel Veneto Orientale, l’Usl 4 si rafforza e aumenta in personale e servizi, con la novità dell’ospedale nuovo dietro l’angolo. Nel computo generale di accorpamenti e riorganizzazioni venete, è la sola azienda sanitaria a crescere e potenziarsi. Mentre torna in primo piano il dibattito sull’ospedale unico del Veneto Orientale, il direttore generale dell’Usl, 4 Carlo Bramezza, conferma che resterà in sella fino al 2020 per concludere il suo ultimo mandato. Smentendo così le voci di un suo possibile trasferimento per il consolidarsi di Azienda Zero in Veneto, ora il direttore è al lavoro per migliorare i servizi sanitari su un territorio davvero vasto, che comprende 230 mila residenti, bacino d’utenza tra i più grandi della regione.

Ecco perché alla fine dell’anno è il momento di stilare un bilancio che risulta positivo in tutti i sensi, visto che quello contabile per la prima volta è in pareggio, senza penalizzare i servizi che al contrario sono migliorati in qualità e numeri. E questo è un incentivo a migliorare ancora i servizi offerti e la loro qualità. L’ospedale unico è un argomento delicato sul tappeto che non vede prendere posizione Bramezza, quale tecnico e braccio operativo della Regione, anche se la questione sta tornando d’attualità e non potrà che vederlo protagonista nelle scelte e soprattutto nella eventuale concretizzazione dei futuri progetti che la politica deciderà.

Ora il governatore Luca Zaia, con il vice Gianluca Forcolin e il consigliere regionale, Francesco Calzavara, blocco compatto leghista più che mai in sintonia sui progetti, sta lavorando per creare un ospedale più nuovo che unico. Il concetto di base è che nel Veneto Orientale, comunque, non ci potrà essere un solo ospedale di riferimento per tutto il territorio. Portogruaro resterà sempre quale presidio contro le fughe in Friuli che sono un pericolo incombente con perdita ingente di risorse. Jesolo dovrà avere un pronto soccorso specializzato e all’altezza per una litorale da 30 milioni di presenze turistiche con un polo riabilitativo, che interesserà anche i privati, ormai in costante crescita e la possibilità un giorno di pensare davvero a uno stabilimento termale ed elioterapico di eccellenza anche per il turismo. Presto sorgerà anche la casa di riposo, fondamentale per il litorale e l’entroterra, anch’essa collegata all’offerta turistica.

La novità potrebbe essere piuttosto un nuovo ospedale che unisca e fonda le vecchie strutture di San Donà e Jesolo, da realizzarsi in un punto strategico, individuato finora nel quadrilatero tra Musile, Caposile, Passarella e San Donà. I territori contigui rappresentano il vero baricentro di quest’area che presto sarà collegata anche da una superstrada del mare che, indipendentemente dal tracciato scelto, confluirà in questo punto. C’è poi chi, come l’ex vice sindaco di San Donà Oliviero Leo con il suo movimento di opinione, batte sul tasto di un vero ospedale unico tra San Donà e Ceggia, ma la Lega sembrerebbe più propensa all’ospedale nuovo che fonda Jesolo a San Donà mantenendo le altre strutture.

«Sulla questione ospedale unico non entro nel merito», premette Bramezza, «il territorio aveva a suo tempo risposto negativamente senza trovare un accordo. Ora spetta alla politica decidere. Posso certamente affermare che l’Usl 4 del Veneto Orientale è stata la sola a crescere in personale e servizi in questa fase di accorpamenti e riorganizzazioni. L’aumento degli interventi chirurgici è un segnale importante, assieme a quello degli accessi a domicilio che sono 10.000 circa cui vanno aggiunte le 4.000 persone raggiunte dal centro operativo territoriale (Cot). L’Usl 4 è rafforzata, con primari e vice primari in aumento. Senza dimenticare le quote capitarie aumentate. Si parla di 10 milioni in più in arrivo sul territorio con 1 milione e mezzo di euro di fondi per anziani».

«Tradotto», prosegue, «significa più investimenti possibili. Penso alla nuova dialisi a San Donà in fase di ultimazione, l’ostetricia che si trasferirà al posto della vecchia ortopedia. Investimenti anche per Portogruaro, dove sarà migliorato l’accesso al pronto soccorso e sorgerà il nuovo ospedale di comunità così come a Jesolo. Sempre a San Donà è migliorato il rapporto con la casa di cura Rizzola, sempre più quarto ospedale sul territorio, con la quale è cresciuta l’integrazione e collaborazione anche negli interventi chirurgici».

«Capitolo a parte merita l’ingresso di Cavallino Treporti nella nostra Usl», ricorda sempre Bramezza, «che sarà completato quest’anno e ci farà diventare la più grande azienda sanitaria turistica d’Europa con quasi 30 milioni di presenze che utilizzano le nostre strutture sanitarie. Per noi questo è un traguardo molto importante e che rientra nei progetti a conclusione del mio mandato che finirà nel 2020. La sanità è molto cambiata, abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio senza peggiorare i servizi e credo che anche i cittadini se ne siano accorti. Infatti oggi sono assai diminuite le critiche e le segnalazioni negative rispetto al passato quando ho iniziato il mio lavoro qui».

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