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Isole e forti, il rilancio è più facile

Un emendamento alla Finanziaria allarga le concessioni anche all’acqua

Nei progetti di valorizzazione dei beni demaniali potranno essere comprese anche le pertinenze e gli specchi d’acqua adiacenti. Due righe aggiunte come emendamento bipartisan alla manovra finanziaria votata in Parlamento. E adesso l’orizzonte per lo sviluppo dei Forti e delle isole abbandonate della potrebbe farsi più ampio.

Nei progetti di rilancio dei beni vincolati in pratica saranno compresi anche i canali e le darsene. E il riferimento per gli investitori che vorranno rilanciarli è costituto dal ministero dei Beni culturali e dal Comune. E non più dal Demanio Marittimo e dagli altri ministeri. Una “semplificazione” che va nella direzione di quanto già previsto con gli accordi di programma. Ma semplifica notevolmente l’iter per chi fosse interessato agli interventi. Che naturalmente dovranno essere rispettosi del bene e non speculativi, presentati e poi approvati dal ministero dei Beni culturali (Mibact).

Per la laguna i primi frutti della nuova norma potrebbero essere applicati a beni dello Stato, per cui anche enti pubblici come Comune e Regione hanno espresso interesse. È il caso del Forte San Felice a Chioggia, in parte restaurato ma non ancora utilizzato: del Forte Marghera e del Forte Cosenz. Ma anche della Certosa e delle sue pertinenze, della caserma Pepe al Lido E del progetto in campo per la valorizzazione delle ex caserme alle Vignole e all’isola di Sant’Andrea. Un’operazione lanciata in grande stile dal ministero della Difesa, alla presenza del ministro Roberta Pinotti. Valorizzazione dell’isola non più utilizzata dai lagunari, e in cambio il restauro della caserma di Malcontenta. Il bando per partecipare all’offerta pubblica scade il 18 gennaio. Il tetto posto dal ministero è piuttosto alto – almeno 50 milioni di fatturato per partecipare alla gara – dunque alcuni gruppi veneziani si stanno consorziando per provare a partecipare. Adesso l’estensione della concessione all’acqua – leggi Idroscalo – può rendere l’operazione più vantaggiosa e meno complicata.

Stesso discorso per la Certosa. Qui da anni l’isola è in concessione all’imprenditore privato Alberto Sonino, velista e amministratore unico della società Vento di Venezia. Darsena e officina, squero e costruzione di barca. Ma anche attività turistica sostenibile, con il piccolo albergo e il ristorantino, i corsi di vela. Adesso il nuovo progetto prevede la realizzazione del parco urbano, con percorsi e itinerari nell’isola. E il restauro dei piccoli edifici militari, che andranno in parte demoliti.

«Cerchiamo di condurre operazioni nel massimo rispetto delle caratteristiche ambientali dell’isola», dice Sonino, «interventi concordati con il Comune e la Soprintendenza». Capitale privato e pubblico, progetto per l’utilizzo pubblico. La Certosa è in concessione al Comune dai tempi della seconda legge Speciale, nel 1984. Adesso dovrebbe passare in proprietà piena dallo Stato allo stesso Comune.

Un vantaggio, perché non sarà più necessario mettere intorno a un tavolo per piantare una bricola enti diversi che a volte nemmeno si parlano. Sarà il Comune, verificata la rispondenza al Piano e all’accordo a decidere di volta in volta sulle autorizzazioni.

La
Certosa è esempio di connubio ben riuscito fra pubblico e privato. Un’esperienza che il suo fondatore aveva proposto di allargare anche alla gestione del vicino Forte di Sant’Andrea, Ma la delibera è stata bocciata. E il Forte è ancora abbandonato. (a.v.)

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