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Medico per le urgenze raccolte quasi 2.000 firme

Caorle. Il comitato conferma che l’iniziativa proseguirà per altri due mesi «Vogliamo far sentire la nostra voce in Regione». Il Comune ancora neutrale

CAORLE. Il ritorno del medico per le urgenze a Caorle è probabilmente ancora lontano, ma la popolazione non demorde. Anzi, continua a portare avanti una battaglia che sembra di principio. La petizione ha raggiunto la quota di 1.900 firme.

«Questo è solo l’inizio dell’importante percorso che porteremo avanti per altri due mesi», hanno dichiarato i membri del comitato “Noi rivogliamo il medico di primo soccorso a Caorle”, «così da dare la possibilità a tutti i cittadini non ancora stati raggiunti, di poter valutare e scegliere se aderire. Il comitato ringrazia tutte le persone, i locali pubblici come bar, tabacchi, ristoranti, parrucchiere, farmacie e le associazioni che si sono adoperate per questo obiettivo. Far sentire la nostra voce in Regione per un bene comune come quello primario della salute del cittadino è una battaglia che non ha colore politico».

Il comitato popolare “Noi rivogliamo il medico di primo soccorso” annuncia altre iniziative. A farsi portavoce delle istanze del comitato è il consigliere comunale di minoranza, Luca Antelmo, che proseguirà questa battaglia nel 2018. Proprio grazie alla sua iniziativa, solo tre settimane fa si era raggiunta quota 1000 firme autenticate. Nel giro di due settimane il numero è cresciuto fino appunto a 1. 900.

«Siamo soddisfatti di questi numeri, ma non vogliamo fermarci e proroghiamo la raccolta». Infatti la petizione avrebbe dovuto terminare con la fine dell’anno in corso. Antelmo è rimasto molto colpito, come un po’tutti, dalla presa di posizione del M5S di Caorle, schieratosi a favore della raccolta. Ma l’iniziativa per Antelmo doveva essere soltanto “civica”, e non strumentalizzata dalla politica. La posizione dei pentastellati sull’argomento gli è sembrata invadente.

«In molti», ricorda Antelmo, «hanno aderito alla petizione a prescindere dalle appartenenze di carattere politico. Penso che le persone e i loro bisogni arrivino prima di tutto, e questo movimento di popolo è la miglior risposta a tutti quelli che invece stanno personalizzando la politica, introducendo il fattore tifo anche per questioni fondamentali come la tutela della salute di tutti». Sull’argomento la posizione del Comune di Caorle fino a questo momento è neutrale. L’Usl invece si è espressa ancora a suo tempo, sottolineando che la decisione di togliere il
medico per le urgenze dal Punto di primo intervento di Caorle non può essere cambiata. Per le urgenze disponibili le ambulanze di San Donà, Portogruaro e l’elicottero del Suem 118. Per i sottoscrittori della petizione queste misure non sono sufficienti.

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