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Comitato No Gpl: «Musolino si schieri contro l’impianto»

Chioggia. L’associazione si rivolge al presidente dell’autorità portuale per ribadire che la ditta non ha l’autorizzazione per il secondo varco. La consigliera Tiozzo: il Comune deve bloccare i lavori

CHIOGGIA. Fuochi incrociati sul secondo varco per l’impianto gpl. Dopo il rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale, Aspo e Autorità portuale di sistema, il comitato No Gpl ribadisce che la ditta non ha autorizzazioni per utilizzarlo e la consigliera Romina Tiozzo Compini (Chioggia è libera) sostiene che la competenza stia in capo al Comune che non sta facendo nulla per bloccare i lavori. Il comitato chiede anche al presidente dell’Autorità portuale, Pino Musolino, di prendere posizione netta contro l’impianto tenendo conto che esiste una perizia che conferma che il deposito non è conforme al Prg del porto vigente.

Malgrado Costa Bioenergie stia lavorando sul secondo varco da settimane, sostenendo che le autorizzazioni siano contemplate nel decreto interministeriale del 2015, la vicenda continua a far discutere. Sul tratto il Comune ha avuto una concessione dal 2008 al 2016 e non ha mai ricevuto revoca. L’amministrazione ha però tirato in ballo l’Autorità portuale visto che la ditta si è rivolta a essa per la concessione. Musolino ha, però, risposto in tempo reale di non aver alcun a competenza nel tratto. Tanto è bastato alla consigliera Tiozzo per accusare l’amministrazione grillina di negligenza. «Già in Consiglio», spiega l’esponente di Chioggia è libera, «avevo dimostrato con documenti alla mano che la competenza dei varchi è comunale e quindi l’amministrazione è l’unica a avere facoltà di contrastare l’apertura. Lo conferma il fatto che il Comune provvede al pagamento del canone concessorio, dell’illuminazione e della pulizia del verde. Considerando che per aprire un varco serviva una variante al Prg del porto che non è mai stata fatta, il sindaco dovrebbe spiegare perché non ci sono stati controlli e perché i lavori non sono stati fermati».

La consigliera sostiene che il sindaco, facendosi riprendere da Musolino, abbia dimostrato di non conoscere le proprie competenze facendo fare brutta figura alla città. L’intera vicenda rimane densa di punti interrogativi che saranno chiariti nelle prossime settimane. Il comitato, intanto, chiede a Musolino “aiuto” e conta di poterlo incontrare al più presto per porgli alcuni quesiti.

«Con energia Musolino ha spiegato che Aspo sta creando difficoltà nel passaggio di consegne», spiega il presidente dei No Gpl, Roberto Rossi, «con altrettanta energia ricordiamo che Aspo ha concesso a Costa Bioenergie terreni che già dovevano essere stati consegnati al demanio secondo quanto intimato dal Ministero dei trasporti e che non potevano essere dati in concessione per più di 4 anni. Pensiamo che il compito di un’Autorità marittima non sia quello di sostenere un investitore in particolare, ma di favorire investimenti
che possano rilanciare lo sviluppo del porto commerciale. Ricordiamo anche che la Capitaneria per ben tre volte ha sostenuto che per approvare il deposito doveva essere fatta una variante al Prgche in quel sito non contempla un’attività di questo genere».

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