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«Banca dati consultabile dai vigili»

Armelao: «Sono armati, ma non hanno accesso alle informazioni»

MIRANO. «Dopo le armi in mano ai vigili, si faccia in modo anche che questi possano usare la banca dati interforze per controllare i soggetti». Così il consigliere del gruppo misto di Spinea, Mauro Armelao, il quale dopo il via libera dato dai sindaci del Miranese, per armare gli agenti della polizia locale, chiede che gli stessi vigili possano usare il terminale.

Una proposta già fatta dal ministro Minniti ma, spiega Armelao, si stanno attendendo le linee guida relative al decreto legge 14 del 2017 sulla sicurezza urbana. Proprio lì infatti sarebbe inserita la possibilità da parte della polizia locale di utilizzare la banca dati interforze. «Questo – fa sapere Armelao – sarebbe utile in caso di controllo dei soggetti. Ora di tutti i controlli che la polizia locale fa in tutta Italia, non rimane traccia. Cosa che invece avviene per i controlli delle forze di polizia di Stato. In questi periodi di emergenza sul fronte del terrorismo e criminalità – incalza Armelao – dare la possibilità anche agli agenti di polizia locale di poter interrogare il Ced e poter alimentare la banca dati con i controlli effettuati dagli stessi, sarebbe un valore aggiunto. Gli agenti della polizia locale durante le ore di servizio hanno le medesime qualifiche di un poliziotto. Molti cittadini ora si stanno indignando sul fatto che si possa armare la polizia locale, ma solo armando gli agenti, gli stessi potranno essere impiegati in servizio oltre le dieci di sera. In più è giusto sottolineare che prima di dare un arma, vengono fatte tutte le verifiche necessarie per il rilascio e i relativi corsi teorico pratici per raggiungere l’abilitazione». (s. bet.)