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IL LUTTO

Addio a Aldo Tonolo, una vita per la città

Mirano. Coordinatore del comitato Salvioli, aveva 76 anni. Ha avuto un attacco di cuore la sera della vigilia di Natale

MIRANO. Non era nel suo carattere uscire di scena. Eppure se ne è andato così, la sera della vigilia di Natale, mentre conversava con la moglie Maria Francesca. Aldo Tonolo non c’è più. Aveva 76 anni. Problemi al cuore. Se ne va un protagonista della vita della città. Un dolore reso ancora più grande dalla serie di lutti che hanno segnato il 2017 nella sua famiglia. Il 4 ottobre si è spento Renzo, 89 anni, partigiano, ex assessore, fondatore di Italia Nostra a Mirano. Renzo era il padre di Margherita, scomparsa nel febbraio 2014 a 59 anni, avvocato penalista di limpido coraggio civile. Lo scorso agosto se ne è andato Pietro Piarotto, 50 anni, figlio della sorella Giuliana e nipote di Aldo e Renzo. A tutti loro – alle loro famiglie – Mirano deve tantissimo. Renzo, da assessore della giunta Tonolo-Masaro, firmò l’acquisizione dei parchi pubblici oggi Belvedere e XXV Aprile e il rilancio delle politiche sociali e culturali.

Difficile pensare alla vita sociale e politica della città senza Aldo. In tutte le sue battaglie, in tutte le sue polemiche, la sua arma era quella dell’ironia: un umorismo sottile che amava il paradosso dell’intelligenza, della provocazione elegante. Negli anni dell’amministrazione di centrodestra di Renzo Milan (anni ’80), per il partito di La Malfa in Consiglio sedeva l’avvocato Augusto Gabbrielli. Aldo Tonolo rilasciava commenti in punta di penna il cui protagonista era un signore un po’ ingenuo ma che le cose – compresi i giochi politici – le capiva: lo aveva battezzato ironicamente “lo Sprovveduto”.

Una lunga carriera nel mondo delle imprese – amministratore del Centro Plastica, ex dg di Depuracque, nel CdA di Piarottomobili – Aldo Tonolo è stato tra i protagonisti dell’associazionismo miranese: da Cuore Amico alle battaglie per l’ambiente e i luoghi storici della città. Pochi giorni fa aveva firmato un esposto ai Vigili del fuoco chiedendo un sopralluogo ai Molini di Sotto, il magnifico edificio di via Barche sul laghetto del Muson Vecchio di cui restano solo i muri del perimetro e che rischiano di crollare.

Ma l’impegno maggiore Aldo lo riservava alla sanità: era coordinatore del comitato Salvioli in difesa dell’ospedale – si battè fino all’ultimo perché a Mirano restasse Cardiochirurgia, il capolavoro di Pietro Pascotto; fu nel Consiglio di amministrazione del Mariutto, l’ente che amministra la casa di riposo di via Zinelli.

«Ho avuto modo di apprezzare in più occasioni la sua profonda passione per la nostra città e il suo costante impegno civico, con particolare riferimento ai temi della salute e della sanità», scrive in una nota la sindaca Maria Rosa Pavanello, «su tutto va ricordato il suo prezioso lavoro di difesa del nostro ospedale e delle sue eccellenze, come l’attività della Cardiologia».



È difficile pensare Mirano senza Aldo Tonolo. E senza Renzo. E i tanti che negli anni il tempo ha portato via. Erano signori d’altri anni, di un’altra civiltà e cultura, di un’eleganza dello stile e del pensiero oggi sempre più rari.

La data dei funerali di Aldo Tonolo sarà decisa oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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