Quotidiani locali

Anche a Bibione barricate delle categorie

Il Comune punta al raddoppio dell’imposta. Giovedì la decisione. A Caorle accordo sugli aumenti

BIBIONE. Non tira una bella aria, nemmeno a Bibione, sulla tassa di soggiorno, mentre a Caorle è stato raggiunto una sorta di accordo tra le parti, ovvero il Comune e i rappresentanti alberghieri di Confcommercio.

Silvio Scolaro, presidente degli albergatori Aba chiede a gran voce che l’amministrazione comunale avvii un dialogo con la categoria, prima di assumere qualsiasi decisione. La prospettiva è quella di un raddoppio dell’imposta. La direzione dell’Aba chiede al Comune di dialogare con gli operatori prima di adottare qualsiasi decisione. Tutti sono contrari all’aumento. Il giorno della verità è previsto per il 28 dicembre prossimo, quando il punto sulla tassa di soggiorno verrà discusso in tarda serata al consiglio comunale.

«Alla prospettata proposta da parte del Comune di raddoppiare l’imposta per l’anno 2018, se pur con ampliamento dell’esenzione per i bambini, le Associazioni del ricettivo tutte hanno manifestato ferma contrarietà», ha riferito il presidente dell’Aba, «siamo certi che la clientela che sceglie Bibione come propria meta delle vacanze avvertirà in maniera negativa un aumento sconsiderato dell’imposta da un anno all’altro. Proprio per questa ragione le categorie hanno chiesto che la discussione venga ribaltata, focalizzandoci prima sulle opere da fare a Bibione nei prossimi anni, dando un preciso grado di priorità alle stesse». Aba è confortata nella sua battaglia anche dall’ Abit, l’associazione Agenzie Immobiliari e Turistiche, Assocamping, l’associazione Campeggi e Villaggi turistici e l’Alp, L’associazione dei locatori privati. Accordo invece raggiunto a Caorle. Entro pochi giorni verrà pubblicata sull’albo pretorio la delibera di giunta con la quale verrà modificata, verso l’alto, la tassa di soggiorno. Rincari che però sono interpretati come una “più equa distribuzione” dell’imposta. L’Ascom di Caorle sostiene che grazie agli sforzi e all’impegno profuso sono state finalmente accolte alcune delle richieste di cui si attendeva riscontro da anni: e cioè un riequilibrio tra quanto versato dagli ospiti degli hotel e quello del settore extra-alberghiero, il tetto limite dei primi 7 giorni di permanenza per l’applicazione dell’imposta di soggiorno; la presentazione
di un Piano del Turismo comunale che prevede la destinazione certa di somme, e infine la creazione dell’organizzazione di gestione della destinazione turistica denominata “DMO Caorle” di cui venerdì è stato approvato il Protocollo.

Rosario Padovano



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