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Maxi risarcimento dopo lo schianto. A processo per frode

Portogruaro. Un 41enne avrebbe cercato di farsi pagare da Axa alcune vecchie lesioni come se fossero causate dall’incidente

PORTOGRUARO. Tenta di frodare l’assicurazione Axa e chiede un maxi risarcimento sostenendo di essere stato vittima di un incidente nel quale avrebbe riportato gravi problemi a un braccio. Ma le indagini hanno appurato che sì l’incidente c’è stato - in data 11 settembre 2014 - ma che le conseguenze fisiche lamentate risalivano a sei anni prima, quando il protagonista di questa vicenda era stato vittima di un incidente sul lavoro, come certificato a suo tempo dall’Inail. Per questo nei giorni scorsi il giudice Eugenio Pergola del tribunale di Pordenone, accogliendo la richiesta di giudizio immediato presentata dal pubblico ministero Marco Brusegan, ha mandato a processo Massimo Zoccolan, 41 anni di Portogruaro.

Il reato di cui dovrà rispondere non è solo di frode assicurativa, ma anche di calunnia, visto che Zoccolan, secondo l’accusa, ha denunciato per truffa il medico legale Antonello Cirnelli, il neurologo Antonio Baldi e due liquidatrici dell’assicurazione Axa, sostenendo la malafede dei quattro professionisti - le cui posizioni sono state tutte archiviate dal gip pordenonese nel maggio scorso - nel gestire la pratica e le perizie relative all’incidente stradale dell’11 settembre 2014, pur sapendo che erano innocenti. Dal canto suo, Axa Assicurazioni si è affidata all’avvocato Aloma Piazza di Treviso.

L’incidente al centro del procedimento sembrava di per sé banale: il furgone condotto dal 41enne era uscito di strada, riportando danni alla portiera. Ma Zoccolan sosteneva di aver patito lesioni serie al braccio, quantificabili in 40-45 punti di invalidità permanente. Axa aveva quindi incaricato il medico legale Cirnelli di sottoporre il paziente alla visita per la determinazione del danno fisico. Secondo Cirnelli, la percentuale di invalidità permanente era decisamente più bassa, pari al 4%. E il neurologo Baldi confermava quanto sostenuto dal medico legale. Forti di entrambi i pareri, le due liquidatrici di Axa avevano ignorato l’istanza del 41enne, il quale aveva proceduto alla denuncia dei quattro professionisti, si legge nel capo d’imputazione, «sapendoli innocenti». L’infortunio del 31 maggio 2008 a una mano, a seguito di caduta mentre scaricava un furgone, era stato refertato dall’Inail con 62 giorni di inabilità temporanea. «L’infortunio del 2008 era in realtà la causa dei danni richiesti da Zoccolan ad Axa per il diverso sinistro del 2014», è riportato nel capo d’imputazione.

Per ottenere il risarcimento, secondo l’accusa il 41enne avrebbe fornito anche falsi elementi di prova in relazione all’incidente stradale. Tra questi, non avrebbe riferito dei problemi pregressi al braccio in

sede di visita medico legale e di consulenza tecnica d’ufficio. In virtù del giudizio immediato disposto dal gip, Zoccolan dovrà presentarsi l’11 aprile di fronte al giudice monocratico di Pordenone. L’imputato potrà comunque chiedere un rito alternativo per evitare il dibattimento in aula.

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