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Litiga con una donna l’amico lo manda in coma

Sambruson. La rissa tra pregiudicati era scoppiata durante una festa finita male  Mirco Livieri accusato di aver ridotto in fin di vita Elvis Carraro. In due in tribunale 

CAMPONOGARA. Durante una festa un amico finisce in coma dopo essere stato colpito da un pugnoe in due finiranno a processo il prossimo 30 gennaio. L’udienza è stata fissata davanti al giudice udienza preliminare del Tribunale di Venezia, Gilberto Stigliano Messuti. Davanti a lui, dovranno comparire Mirco Livieri, accusato di aver procurato lesioni gravi (difeso dall’avvocato Daniele Marchiori di Venezia) e, accusato di favoreggiamento, Luca Agnoletto (difeso dall’avvocato Alessandro Menegazzo).

Il giudice dovrà valutare le richieste che saranno formulate da parte della sostituta procuratrice Elisabetta Spigarelli.

Sia Agnoletto che Livieri sono due noti pregiudicati per furti e rapine. Tutto era successo nel febbraio del 2016 quando Elvis Carraro, insieme all’amica Katiuscia Cacco e altri tre amici, Mirco Livieri, Luca Agnoletto e Philippe Faivre, dopo un pomeriggio passato in compagnia, trascorsero la serata in casa di Mirco Livieri a Sambruson. Lì scoppiò una lite fra la Cacco ed Elvis Carraro. L’alterco che è poi degenerato. Carraro è stato colpito al volto da un pugno violentissimo sferrato, secondo la ricostruzione della Procura di Venezia, da Livieri. L’uomo è caduto a terra a peso morto e ha sbattuto la testa sul pavimento.

Il gruppo degli amici si è subito accorto che l’amico Elvis respirava male, sembrava morto, non reagiva e perciò hanno tentato di soccorrerlo. Gli amici, però, hanno detto ai medici di aver trovato per strada Elvis di fronte alla stazione di Calcroci. Hanno spiegato di averlo rinvenuto a terra, ma di non sapere nulla del perché fosse ridotto così. I medici hanno avvertito i carabinieri, che hanno prelevato i quattro dalle loro case e Carraro è stato poi portato all’ospedale dell’Angelo a Mestre, dove ha subìtodue interventi alla testa. Carraro si è ripreso dall’aggressione, ma le conseguenze si fanno ancora sentire.

Sono state stralciate direttamente dalla Procura, invece, le posizioni di Katiuscia Cacco e Philippe Faivre. L’avvocato Alessandro Menegazzo spiega la posizione del suo assistito. «Dimostreremo davanti al giudice che la condotta di Agnoletto è stata corretta. Non si è trattato di favoreggiamento», spiega, «ma di un comportamento del tutto estemporaneo ed irripetibile non progettato e causato dalla drammaticità
del momento».

Diversa la posizione di Mirco Livieri difeso dall’avvocato Marchiori, che dovrà difendersi dall’accusa di lesioni gravi, anche se comunque non dovrà rispondere della fattispecie ancora più grave e cioè quella di tentato omicidio.

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