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Ex Usl 13, sindaci contro Regione «Tagliati i soldi per gli anziani»

Mirano. 23 primi cittadini scrivono a Zaia e Coletto: sull’assistenza ai non autosufficienti Palazzo Balbi privilegia il Veneto Orientale oltre le necessità, da noi le famiglie devono arrangiarsi, andremo al Tar

MIRANO. Case agli anziani non autosufficienti. Ventitré sindaci della provincia battono i pugni: «La Regione ci penalizza: ora basta o ricorriamo al Tar». Hanno firmato e protocollato una lettera che hanno poi spedito al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore alla Sanità Luca Coletto, a quello ai Servizi sociali Manuela Lanzarin e ai componenti della V commissione consiliare per denunciare la disparità di trattamento tra le varie Usl nel riparto del fondo regionale per la non autosufficienza. Un fondo istituito con la legge regionale 30 del 2009 che ha lo scopo di sostenere e finanziare le persone anziane e disabili non autosufficienti.

Le risorse disponibili, 758 mila e 233 euro per il 2017, vengono ripartite tra le varie Usl per le attività e i servizi residenziali e semiresidenziali per disabili e anziani non autosufficienti. Ma la ripartizione di queste risorse evidentemente non è uguale per tutti. E così ieri in rappresentanza di tutti i 23 sindaci, il sindaco di Spinea Silvano Checchin, il sindaco di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni, quello di Fiesso d’Artico Andrea Martellato, Marco Dori di Mira e il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, con dati alla mano, hanno illustrato la questione.

La Regione, per il 2015, a fronte dei 1.356 posti richiesti da anziani non autosufficienti, ne ha assegnati 861. Ergo 495 persone non sono coperte e sono quindi costrette a doversi pagare le rette delle case di riposo. Ma c’è dell’altro e dell’altro ancora. Il fabbisogno totale del Veneto è di 27.993 posti, ma la Regione ne copre 23.946, con evidenti disparità di trattamento, se si pensa che la vecchia Usl 13 di Mirano-Dolo con più fabbisogno ha meno copertura e invece l’Usl 6 Euganea con meno fabbisogno (1.672) ha assegnati più posti (1.748). Oltre al fatto che la vecchia Usl 13 è fuori di 6 milioni e 875 mila euro. Ma a finire nel mirino dei 23 sindaci è il “privilegio” di cui gode l’Usl del Veneto Orientale. «Non si capisce perché», dicono, «si prevede un intervento perequativo a favore dell’Usl 4 Veneto Orientale pari a 1,5 milioni». Un milione e 500 infatti, che risulta essere proprio il surplus che andrebbe distribuito secondo equità. «Questo surplus doveva essere dato a noi», tuona Andrea Martellato, «non solo al Veneto Orientale».

«In definitiva», si legge nella lettera, «il 100% delle maggiori risorse
vengono ripartite in via esclusiva all’Usl 4 Veneto Orientale. È una scelta incomprensibile che contraddice gli impegni di corretta perequazione promessi dalla Regione. Chiediamo che la Giunta intervenga o agiremo in tutte le sedi che la legge permette».

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