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Comune parte civile contro gli aggressori dei due anziani

CAMPOLONGO. «Siamo pronti a costituirci parte civile e fornire assistenza legale nel processo che si terrà contro gli aggressori dei nostri concittadini a Bojon». A dirlo è Andrea Zampieri, sindaco...

CAMPOLONGO. «Siamo pronti a costituirci parte civile e fornire assistenza legale nel processo che si terrà contro gli aggressori dei nostri concittadini a Bojon». A dirlo è Andrea Zampieri, sindaco di Campolongo Maggiore, dopo aver appreso la notizia della cattura dei due banditi Luca Miazzo, 47 anni, di Cittadella e Popa Ionut Razvan, 32 anni, romeno domiciliato a Grantorto, accusati di aver rapinato, sequestrato e malmenato Vittoria Zennaro di 70 anni e il marito Giancarlo Paggiarin di 73 ...

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CAMPOLONGO. «Siamo pronti a costituirci parte civile e fornire assistenza legale nel processo che si terrà contro gli aggressori dei nostri concittadini a Bojon». A dirlo è Andrea Zampieri, sindaco di Campolongo Maggiore, dopo aver appreso la notizia della cattura dei due banditi Luca Miazzo, 47 anni, di Cittadella e Popa Ionut Razvan, 32 anni, romeno domiciliato a Grantorto, accusati di aver rapinato, sequestrato e malmenato Vittoria Zennaro di 70 anni e il marito Giancarlo Paggiarin di 73. I due anziani sono stati tenuti in ostaggio per oltre due ore mentre i banditi, pregiudicati, dopo averli malmenati hanno portato via i 30 mila euro che tenevano in casa in via Villa 259 a Bojon.

Con il sindaco Zampieri pronta a dare assistenza legale ai due anziani è anche Oriana Boldrin, presidente dell’associazione “Mondo di Carta” e ideatrice del concorso letterario intitolato a Cristina Pavesi, vittima della mafia del Brenta. «Ho saputo della cattura dei due banditi», spiega Zampieri, «e nei prossimi giorni mi congratulerò personalmente con il comandante della stazione di Campagna Lupia e quello della Compagnia di Chioggia per come sono state condotte le indagini, e farò visita ai miei concittadini. Ora ci mettiamo a disposizione dei due per un aiuto legale e ottenere giustizia per quanto accaduto».

I criminali sono stati incastrati dall’impronta di un dito che hanno lasciato nella casa. I carabinieri sono riusciti ad acciuffarli dopo 8 mesi nell’indagine chiamata “30 denari”. È stato possibile risalire a chi apparteneva quell’impronta grazie al contributo del Ris di Parma. «Questi due banditi devono pagare per tutto il male che hanno fatto a Bojon», conclude Oriana Boldin, «mettiamo a disposizione per consulenza legale l’avvocato dell’associazione Danilo Taschin». (a.ab.)