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Il sindaco su Poveglia: «Facevo un ospedale»

Il rimpianto per la mancata aggiudicazione dell’isola dal Demanio e l’affondo verso chi lo ha impedito

LIDO. Luigi Brugnaro e il rimpianto Poveglia. Il sindaco è tornato anche ieri - in un’intervista televisiva - sulla mancata acquisizione dell’isola della laguna sud che il Demanio aveva messo all’asta. E proprio Brugnaro - non ancora sindaco aveva presentato l’offerta più alta, anche se a scendere in campo era stato l’associazione formata dai cittadini chiamata appunto Poveglia per presentare un’offerta alternativa con una raccolta di fondi. Tutto era allora rimasto congelato e Brugnaro, diventato sindaco, aveva ritirato anche il ricorso al Tar presentato contro la mancata aggiudicazione dell’isola da parte del Demanio. «A Poveglia - ha detto ieri il sindaco - volevo fare ospedale per disturbi alimentari, un tema di emergenza, ma non hanno voluto. Ora? Non c’è nulla. Quegli eroi dovranno rispondere alla storia e ai cittadini», riferendosi evidentemente all’associazione che gli aveva sbarrato la strada .Il prossimo anno il Demanio dovrebbe mettere nuovamente all’asta l’isola di Poveglia. Di recente l’omonima associazione di cittadini aveva proposto di avere l’isola per pochi mesi, pur di utilizzare i soldi ricavati dalla colletta di migliaia di persone. Il Demanio però all’ultimo momento aveva ritirato la disponibilità. La modalità del bando demaniale sarà lo stesso è la stessa di quello dei Fari: si favorisce la qualità delle proposte per il 70 per cento e per il 30 per cento si considera l’offerta economica. La concessione è rivolta a italiani e stranieri per una durata di 50 anni.L a Giunta comunale nella sua ultima seduta ha dato il via libera ieri a oltre 20,5 milioni di euro di lavori pubblici, di cui 12 concentrati in centro storico e nelle isole. «Con l’approvazione di queste oltre trenta delibere di Giunta – ha commentato Brugnaro - dimostriamo di non essere impegnati a realizzare grandi opere come il Ponte di Calatrava, ma di dedicare le nostre risorse alla sistemazione delle piccole cose come l'edilizia sportiva, quella scolastica e la residenziale, le buche, i pontili, le strade, i teatri e tante altre realtà che per decenni sono state abbandonate e dimenticate».

Tra gli interventi più rilevanti, il milione e 380 mila euro stanziato per interventi al cimitero di San Michele e il milione e 200 mila euro per il teatro Malibran, per l’impianto di condizionamento e la manutenzione

delle parti lignee.Una cifra analoga è destinata al teatro Goldoni, per l’ottenimento della certificazione antincendio. Un altro milione e 50 mila euro è previsto per interventi di restauro e manutenzione sui ponti della Guerra, del Ghetto, Bonaventira e dei Guardiani.
 

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