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La consiglierA regionale grillina baldin vuole incontRAre dal ben  

Baldin: «Sanità, Chioggia rischia di essere penalizzata»

CHIOGGIA. Forti preoccupazioni in città per possibili ridimensionamenti dell’ospedale alla luce dell’Atto Aziendale della Regione con cui si procede alla razionalizzazione dei costi. Il direttore...

CHIOGGIA. Forti preoccupazioni in città per possibili ridimensionamenti dell’ospedale alla luce dell’Atto Aziendale della Regione con cui si procede alla razionalizzazione dei costi. Il direttore generale dell’Usl 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, sostiene che per l’ospedale di Chioggia non ci saranno tagli e che la scure si abbatterà solo sugli stipendi dei dirigenti, ma amministratori grillini e Cgil temono che non sarà così.

«Chioggia rischia di essere fortemente penalizzata dal riordino della sanità deciso dalla Regione», sostiene la consigliera regionale Cinque stelle, Erika Baldin, «farò tutto quello che è in mio potere affinché questo non avvenga. La riorganizzazione di Zaia non deve colpire le realtà più complesse come le aree insulari e le zone a forte vocazione turistica. Come prima cosa incontrerò Dal Ben per approfondire i contenuti dell’Atto Aziendale, capire cosa succederà all’ospedale di Chioggia e cosa si intenda fare per evitare il ridimensionamento dei servizi.

E voglio anche sapere cosa accadrà della cittadella socio sanitaria di Cavarzere e dei posti letto per l’hospice». Sulla stessa linea il sindaco Alessandro Ferro che teme ripercussioni sul distretto di Chioggia.

«La nostra realtà ha delle specificità di cui bisogna tener conto», spiega, «innanzitutto la difficoltà di collegamento, con tutte le incognite della Romea, e la forte presenza turistica in estate. Non possiamo rinunciare a servizi che sono fondamentali per il territorio. Abbiamo lottato per avere un ospedale di qualità con forti investimenti negli ultimi anni e non vogliamo che ci sia alcun taglio. Cercherò di capirne di più nei prossimi giorni». Forti preoccupazioni arrivano anche dal fronte sindacale che segue le evoluzioni della riforma sanitaria adottata lo scorso anno dalla Regione che ha ridotto sensibilmente le aziende sanitarie locali avviando un percorso di razionalizzazione delle spese. «L’atto aziendale configura una situazione preoccupante che avevo ampiamente previsto», spiega Denis Ballarin, responsabile Cgil Fp, «siamo un decimo dell’Usl 3 e questo
porta alla considerazione politica che abbiamo. Avevano assicurato nessuna disattivazione e nessun ridimensionamento e invece non sarà così. Rischiamo anche il pendolarismo degli operatori, alla faccia della legge Madìa e del telelavoro».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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