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Arrestati grazie all’impronta di un dito

Campolongo. I carabinieri hanno trovato i due rapinatori che in aprile picchiarono e sequestrarono in casa due anziani

CAMPOLONGO MAGGIORE. L’impronta di un dito. Una sola impronta per incastrare i rapinatori che ad aprile hanno aggredito in casa due anziani portando via loro tutti i risparmi. Ma la tenacia dei militari che hanno passato al setaccio ogni millimetro dell’abitazione di via Villa a Bojon ha dato i suoi frutti. E alla fine prima un italiano e poi un romeno suo complice, i responsabili, sono stati arrestati. Si tratta dei pregiudicati Luca Miazzo, 47 anni, di Cittadella e di Popa Ionut Razvan, 32 anni, romeno domiciliaro a Grantorto ma arrestato in Romania dove era scappato.

Il merito è dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia e della Compagnia di Chioggia, impegnati per 8 mesi nell’indagine chiamata “30 denari”,

La rapina era avvenuta nel pomeriggio di sabato 15 aprile, quando due individui a volto scoperto avevano suonato alla porta dei malcapitati facendosi aprire con il pretesto di chiedere informazioni. In casa c’erano Giancarlo Paggiarin, 73 anni e la moglie Vittoria Zennaro, 70 anni. Nella circostanza, i malviventi irrompevano nell’abitazione e, mentre uno immobilizzava la donna colpendola al capo con il calcio della pistola e procurandole una profonda ferita, l’altro chiudeva il marito nel bagno ed arraffava il denaro rinvenuto in parte sotto il materasso e in parte in alcuni vasetti di vetro nascosti nel sottotetto della casa, in quelli che gli anziani coniugi ritenevano essere nascondigli sicuri, per un bottino di circa 30 mila euro. I banditi rimasero all’interno dell’abitazione diverso tempo nonostante fosse pieno giorno.

Le successive indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Carlotta Franceschetti, grazie agli accurati rilievi tecnici, permettevano di scoprire l’impronta di un dito. Successivamente è stato possibile risalire a chi apparteneva quell’impronta, grazie al fondamentale contributo del Ris di Parma.

Alla fine è stato individuato il primo dei due rapinatori. Si tratta del cittadellese Luca Miazzo, il quale, anche in seguito a ulteriori riscontri raccolti, veniva arrestato il 3 ottobre scorso su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip presso il Tribunale di Venezia, Marta Paccagnella. L’uomo, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, oltre ad ammettere le proprie responsabilità faceva il nome del complice di nazionalità romena, indicandolo in colui che, armato di pistola, aveva colpito l’anziana. I due con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona si erano conosciuti nell’Alta Padovana, abitando a pochi chilometri di distanza.

Oltre alla confessione di Miazzo i carabinieri hanno raccolto altri elementi investigativi che permettevano l’emissione di un’ulteriore misura cautelare a carico del complice. Essendo il rapinatore nel frattempo rientrato in Romania, veniva emesso un mandato di arresto europeo.

Solo il 13 dicembre, quindi, Popa Ionut Razvan veniva controllato a Petea (Romania) dalla locale
polizia di frontiera che, constatata l’esistenza del provvedimento cautelare, lo arrestava mettendo fine alla sua fuga. Entrambi gli indagati sono detenuti, uno a Venezia nel carcere di Santa Maria Maggiore e l’altro in Romania in attesa di estradizione.

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