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Rapinano e picchiano  marito e moglie di 70 anni. Presi

I carabinieri hanno arrestato Luca Miazzo (47 anni di Cittadella) e il suo complice Popa Ionut Razvan (32 anni di Grantorto)

Presi i due rapinatori degli anziani Avevano fatto irruzione nella casa di due coniugi settantenni, picchiandoli e facendosi consegnare tutti i loro risparmi nascosti sotto il letto o in barattoli nel sottotetto. Ecco passo passo come sono stati presi LEGGI L'ARTICOLO
CAMPOLONGO MAGGIORE. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Venezia e della compagnia di Chioggia, dopo 8 mesi d’indagine (chiamata “30 denari”), hanno arrestatoi gli autori dell’efferata rapina in casa dello scorso 15 aprile, con il ferimento di due coniugi settantenni di Campolongo Maggiore.
Si tratta dei pregiudicati Luca Miazzo, 47enne italiano di Cittadella (PD), e Popa Ionut Razvan, 32enne rumeno di Grantorto (PD). 
Il delitto era avvenuto nel pomeriggio del 15 aprile 2017: due individui avevano suonato alla porta dei malcapitati facendosi aprire con il pretesto di chiedere informazioni. Nella circostanza, i malviventi irrompevano nell’abitazione e, mentre uno immobilizzava la donna colpendola al capo con il calcio della rivoltella, l’altro chiudeva il marito nel bagno ed arraffava il denaro rinvenuto in parte sotto il materasso e in parte in alcuni vasetti di vetro nascosti nel sottotetto della casa, in quelli che gli anziani coniugi ritenevano essere nascondigli sicuri, per un bottino di circa 30 mila euro.
 
Le successive indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla sostituta procuratrice Carlotta Franceschetti, grazie agli accurati rilievi tecnici, che permettevano di trovare un’impronta digitale, poi attribuita ad un’identità certa grazie al prezioso contributo del RIS di Parma, consentivano di individuare il primo dei due rapinatori, Luca Miazzo, il quale, anche grazie ad altre prove, veniva arrestato il 3 ottobre 2017 su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dalla giudice Marta Paccagnella. L’uomo, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, oltre ad ammettere le proprie responsabilità faceva il nome del complice dicendo che era stato quest'ultimo che, armato di pistola, aveva colpito l’anziana . 
Veniva così emesso un mandato d’arresto per Ravzan, che però era già rientrato in Romania. Per questo veniva usato un Mandato di Arresto Europeo.
Solo il 13 dicembre, quindi,  Popa Ionut Razvan veniva controllato a Petea (Romania) dalla locale polizia di frontiera che, constatata l’esistenza del provvedimento cautelare, lo ha arrestato mettendo fine alla sua fuga.
Attualmente, entrambi gli indagati sono detenuti, uno a Venezia nel carcere di Santa Maria Maggiore e l’altro in Romania in attesa di estradizione.
 

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