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Boom di stranieri, il 40% vive in città

Nel capoluogo risiedono 34 mila immigrati, solo 130 a Gruaro. Grigolato (Acli): «Basta speculare sulla paura, aiutiamoli»

«Il fenomeno dell’immigrazione ci vede in ritardo di almeno trent’anni. Doveva essere gestito fin dal primo momento e invece si è solo pensato di dire che faceva paura. Serviva da subito una effettiva cooperazione per aiutare le persone che arrivano». A dirlo è Paolo Grigolato, presidente provinciale delle Acli Veneziane in occasione della Giornata internazionale del migrante che sarà ricordata domani in tutto il mondo.

Un’occasione importante per l’associazione cattolica, per ribadire il val ...

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«Il fenomeno dell’immigrazione ci vede in ritardo di almeno trent’anni. Doveva essere gestito fin dal primo momento e invece si è solo pensato di dire che faceva paura. Serviva da subito una effettiva cooperazione per aiutare le persone che arrivano». A dirlo è Paolo Grigolato, presidente provinciale delle Acli Veneziane in occasione della Giornata internazionale del migrante che sarà ricordata domani in tutto il mondo.

Un’occasione importante per l’associazione cattolica, per ribadire il valore dell’accoglienza, specie in un Paese come l’Italia che sta vivendo in maniera complessa, e tra mille polemiche e preoccupazioni, il fenomeno della immigrazione. «Ho avuto modo lo scorso anno di recarmi a Lampedusa per vedere di persona cosa stava accadendo», aggiunge Grigolato, «ci sono disperati che arrivano ora ma che hanno abbandonato le loro case un anno fa. Aiutiamoli a casa loro? Va bene, può essere un’idea, ma potevano essere usati corridoi ad hoc per farli transitare in Europa. Continuare a dire che con i muri si risolvono le cose mi fa paura. Mettiamoci a lavorare seriamente sulle persone, creiamo sinergie tra persone che ne aiutino altre. Alcuni Paesi hanno fatto i furbi, hanno scelto chi prendere alcuni immigrati e respingerne altri, come la Germania ad esempio. Ma serve una visione differente».

L’Acli provinciale ha fotografato il fenomeno elaborando i dati a propria disposizione con i servizi offerti ai Caf. «Siamo di fronte a una realtà fatta di persone, lavoratori, famiglie costrette a lasciare la loro terra di origine e a cercare migliori opportunità nel nostro paese», prosegue Grigolato. «Usiamo i numeri per affermare ancora una volta che gli immigrati regolari sono una risorsa, parte integrante del nostro tessuto sociale ed economico».

In provincia sono 82.679 gli stranieri residenti, il picco nel Comune di Venezia con 34.472, solo 130 invece quelli a Gruaro che chiude la fila.

Le Acli, offrendo numerosi servizi di assistenza specifici di Caf e Patronato affrontano quotidianamente le tematiche più diverse. Nel corso di quest’anno dal Patronato Acli provinciale sono stati 2.429 gli stranieri assistiti, soprattutto moldavi, ucraini e romeni, con un incremento del 19 per cento nell’ultimo quinquennio.

Nello specifico per indennità di disoccupazione, domande di maternità, bonus bebè, assegni familiari, pratiche per la cittadinanza e il permesso di soggiorno, test di lingua italiana e ricongiungimento familiare. Solo per modello unico, Isee e 730 il Caf ha seguito 3.316 pratiche, dalle quali emerge una popolazione straniera con un reddito medio inferiore a quello italiano (16.220 euro pro capite contro 23.560).

Gli immigrati usufruiscono maggiormente delle detrazioni fiscali (48 per cento contro il 22 degli italiani) e fanno maggior ricorso ai bonus bebè o premi alla nascita (38 per cento contro il 35 degli italiani). «La parola immigrato deve essere sempre più allontanata dalla parola delinquente», rimarca ancora il presidente delle Acli veneziane.

«Questo nostro studio presenta infatti degli immigrati che pagano regolarmente le imposte, chiedono di essere regolarizzati, di godere dei medesimi diritti di qualsiasi cittadino che vive in Italia. La loro presenza è in crescita e non può continuare a essere interpretata come una minaccia ma come una opportunità, una occasione di dialogo interculturale e interreligioso. La conoscenza deve essere alla base di ogni nostra opinione. Dobbiamo capire perché queste popolazioni emigrano dalle loro terre e mettere in atto azioni di accoglienza e integrazione, esattamente come ci chiede Papa Francesco».

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