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«Salvaguardia, la laguna è in pericolo»

L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti: scavi nei canali, grandi navi e interventi alle bocche di porto sono attività dannose

Il Mose, le grandi navi, gli scavi in laguna. Criticità che aumentano. Mentre non si parla più della salvaguardia della laguna e del degrado che sembra inarrestabile della sua morfologia. È questo in sintesi il messaggio che viene dalla commissione di Studio sui problemi di Venezia, organo scientifico del prestigioso Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti che ha concluso in questi giorni la sua attività del 2017 con la pubblicazione del volume «La laguna di Venezia e le nuove opere alle bocche»: 270 pagine di studi scientifici, coordinati dall’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos. Che intende, scrive il presidente Gherardo Ortalli, «contribuire alla divulgazione di informazioni qualificate e di interesse collettivo per agevolare una maggiore consapevolezza sulla natura dei fenomeni che caratterizzano un ambiente complesso e fragile quale quello della realtà lagunare. E favorire l’assunzione di risoluzioni ponderate da parte delle amministrazioni».

Spesso insomma le decisioni sulla laguna vengono prese senza considerare la natura complessa del sito. E senza tener conto dell’esperienza e dei risultati scientifici. «La salvaguardia delle forme caratteristiche della laguna», si legge nella prefazione, «come canali, bassifondi, velme, ghebbi e barene, non ha solamente un valore estetico. Ma anche funzionale, perché la morfologia condiziona da sempre il comportamento idraulico ed ecologico della laguna».

Lo studio spiega nei dettagli quanto siano dannose per la laguna le opere che prevedono scavi di canali e passaggi di grandi navi, per l’erosione e la perdita dei sedimenti. «Le vicende più recenti», si legge nel rapporto, «necessitano di riflessioni, vista l’antitesi fra gli obiettivi della salvaguardia dell’ambiente e i lavori previsti». Sul Mose, la relazione osserva che «gli interventi alle bocche di porto «destano grandi preoccupazioni». Soprattutto sul fondo della manutenzione e dei costi di gestione «che rischiano di diventare insostenibili al punto da precludere nei fatti l’operatività degli sbarramenti».

Sulle grandi navi il rapporto mette in luce le criticità dei progetti che prevedono di far passare le navi da crociera all’interno della laguna con nuove banchine a Marghera.

Tra le relazioni del volume, pubblicato sul sito dell’Istituto, studi di Luigi D’Alpaos, Andrea Rinaldo, Fabio Trincardi, Cristina Da Lio, Luca Carniello, Bruno Matticchio, Riccardo Mei, Elena Ziggiotto, Marco Cordella, Sonia Silvestri, Andrea D’Alpaos, Giovanna Nordio, Pietro Teatini,
Luigi Tosi, Lorenzo Bonometto. La commissione di studio, costituita dall’Istituto nel 2013, comprendeva l’allora presidente Gian Antonio Danieli, l’attuale Gherardo Ortalli, Luigi D’Alpaos, Ignazio Musu e Francesco Vallerani di Ca’ Foscari, Andrea Rinaldo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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