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M9, accordo con Vtp per i turisti

Brunello: «Inaugurazione il 2 dicembre 2018, negozi aperti a novembre». Obiettivo: 200 mila visitatori 

Due dicembre del 2018: c’è una data per l’apertura del Museo del Novecento (M9). «Ragionevolmente il 2 dicembre», dice il presidente della Fondazione di Venezia, Giampietro Brunello, perché tutti i pezzi del puzzle sono al posto giusto, ma l’imprevisto deve essere messo nel conto. L’M9 quindi aprirà il 2, mentre tra ottobre e novembre aprirà lo spazio commerciale, di cui a partire da sabato si potrà vedere un’anteprima, con l’apertura alla città del chiostro dell’ex convento, fino all’Epifania, spazio che poi sarà destinato a incontro e piccoli concerti. Brunello ha dettato il ritmo dell’operazione ieri sera, nell’incontro organizzato al Centro culturale Santa Maria delle grazie dal Centro studi storici di Mestre di Roberto Stevanato, cui ha partecipato anche Guido Guerzoni, che sta seguendo l’allestimento e i contenuti del Museo che si svilupperà lungo tre assi - passato, presente e futuro - raccontando la storia del Secolo breve, il ’900, in Italia e nella città. Un percorso interattivo, con otto sezioni tematiche, che si svilupperà nei primi due piani mentre un altro sarà destinato alle mostre permanenti e, in futuro, a diventare come spazio espositivo per le aziende del territorio. Da gennaio la Fondazione inizierà una massiccia campagna di comunicazione per far conoscere il progetto, e attirare la curiosità dei futuri visitatori: 2,8 milioni di persone residenti tra Venezia, Padova e Treviso, con un reddito medio pari a quello della Baviera. E’ a questo pubblico, e a quello dei turisti, che la Fondazione guarda per raggiungere il primo obiettivo di 200 mila visitatori l’anno anche se il sogno sarebbe di arrivare a quota 600 mila, gli stessi numeri che il Muse di Renzo Piano a Trento. Turisti, si diceva. Quelli che soggiornano a Mestre (molti giovani studenti) che oggi sono 1,8 milioni l’anno e nel 2023 diverranno 2,5, cioè come Torino. Ma anche quelli che arrivano con le crociere. Tanto che ci sono già stati contatti tra Brunello e Gianni Mion, a capo della Venezia Terminal Passeggeri. «I turisiti vengono portati in pullman all’outlet di Musile, perché non portarli anche qui?», è il ragionamento di Brunello. Che ha poi spiegato come l’area commerciale - «ci sono già alcune manifestazioni di interesse» - sarà fortemente innovativa, nei servizi e nella gestione. «E anche questa è cultura», ha spiegato a Stevanato, sui dubbi relativi alla prevalenza del progetto commerciale su quello culturale. Saranno proprio gli incassi degli affitti a permettere al museo, a regime, di camminare sulle proprie gambe. Uno spazio che racconterà il Novecento ma non potrà ospitare il museo della città, come ha spiegato Guerzoni rispondendo sempre alle sollecitazioni di Stevanato. «Sarebbe senza senso relegare la storia della città a qualche spazio nel corridoio», ha spiegato, «è giusto
che la storia della città possa godere di uno spazio autonomo». Resta il nodo della viabilità, tutto da risolvere. Fondazione e Comune sono al lavoro anche per rendere ben navigabile il canal Salso, e portare i turisti da Venezia nel cuore di Mestre.

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