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Da Cona a Chioggia sempre proteste

CHIOGGIA. È una protesta che non si arresta. Prima Conetta, esattamente un mese e un giorno fa. E ora Chioggia. La rivolta al vecchio hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia è scoppiata mercoledì...

CHIOGGIA. È una protesta che non si arresta. Prima Conetta, esattamente un mese e un giorno fa. E ora Chioggia. La rivolta al vecchio hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia è scoppiata mercoledì 6 dicembre. Domata immediatamente dalla polizia di stato e dai militari dell’Arma, il giorno dopo è ricominciata. I migranti si sono trincerati all’interno dell’hotel e lì hanno atteso il dirigente del commissariato di Chioggia e il vicario del prefetto Sebastiano Cento. Hanno denunciato le condi ...

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CHIOGGIA. È una protesta che non si arresta. Prima Conetta, esattamente un mese e un giorno fa. E ora Chioggia. La rivolta al vecchio hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia è scoppiata mercoledì 6 dicembre. Domata immediatamente dalla polizia di stato e dai militari dell’Arma, il giorno dopo è ricominciata. I migranti si sono trincerati all’interno dell’hotel e lì hanno atteso il dirigente del commissariato di Chioggia e il vicario del prefetto Sebastiano Cento. Hanno denunciato le condizioni fatiscenti in cui versa la struttura e accusato gli operatori della cooperativa di essere maltrattati. Il figlio del gestore per ragioni di opportunità è stato fatto allontanare.

Poi dopo la rivolta, un’ispezione da parte della prefettura, dell’Usl 3 Serenissima e dei vigili del fuoco. «La situazione non è ideale e le carenze ci sono» : questi i primi esiti. E ieri, tra le ennesime proteste dei migranti, anche i primi trasferimenti. Sei sono andati a Cavarzere, l’8 dicembre tre erano tornati a Conetta, per gli altri ora rimane un punto interrogativo. (s.bet.)