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Una nuova mareggiata si mangia le spiagge della costa veneziana

È la terza in un mese, mettendo in ginocchio l’intero litorale. Danni complessivi per quasi un milione un mezzo di euro 

VENEZIA. Nuova mareggiata sulla costa veneziana, nuove polemiche. Il maltempo degli ultimi giorni ha messo in ginocchio nuovamente il litorale veneto, colpendo tutta la costa da Isola Verde fino a Bibione. La terza violenta mareggiata nell’arco di un mese ha spazzato via quel poco di spiaggia che era rimasto dei precedenti ripascimenti. Lavoro e tanti soldi, quasi un milione e mezzo di euro, buttati letteralmente a mare.



A Isola Verde, la spiaggia a sud di Chioggia, che non ha alcuna difesa strutturale, si è presentata vulnerabile visto che già a novembre, in due riprese, la mareggiata violenta si era portata via la sabbia che era appena stata ripristinata con l’intervento di ripascimento, circa cinquantamila metri cubi e duecentomila euro di danni. E questo è proprio uno degli aspetti che più fa infuriare gli operatori perché quest’anno le operazioni si sono concluse a settembre, a stagione praticamente finita. «Un assurdo», spiegano i concessionari di Isola Verde, «prima la beffa di lavorare per tutta l’estate con una spiaggia in parte compromessa dalle erosioni del precedente inverno e ora il danno di aver perso anche gli effetti del ripascimento tardivo ritrovandosi come prima dell’intervento se non peggio. Altri metri di spiaggia se ne sono andati, l’acqua è arrivata oltre la massicciata, oltre le strutture e dietro di sé ha lasciato scalini importanti». Gli operatori da anni chiedono interventi strutturali che mettano fine alla rincorsa continua all’emergenza. I ripascimenti costano e non durano. Il progetto per Isola Verde, che prevede alcuni pennelli di contenimento delle maree, esistono da tempo e di recente hanno ottenuto anche la copertura finanziaria. Eppure le ruspe non si sono ancora viste. «Abbiamo avuto anche di recente degli incontri con l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin», spiega Giorgio Bellemo, presidente dei balneari di Ascot, «ci auguriamo che l’assessore si ricordi che Chioggia ancora fa parte della regione».



Jesolo ed Eraclea sono state le spiagge più colpite del Veneto orientale. A Jesolo sono spariti altri 20 o 30 mila metri cubi di sabbia, dopo i 50 mila del mese scorso. Ieri mattina, vertice in Comune con il sindaco, Valerio Zoggia, e il presidente della Federconsorzi, Renato Cattai. «La situazione non è delle migliori», ha detto il sindaco, «perché continuiamo a subire la minaccia dell’erosione. Noi confidiamo al più presto nel via libera dalla Regione perché almeno si possa partire con i pontili nella zona del lido est. Sarebbe un punto di partenza, prima dell’intervento più importante in Pineta programmato per l’estate 2019». In una notte il mare ha sempre battuto la costa jesolana. «Dove abbiamo eretto le dune», spiega il presidente della Federconsorzi, Renato Cattai, «le onde si sono fermate e hanno scavato davanti». A Cortellazzo il dislivello è di quasi 2 metri. A Eraclea Mare, la “passeggiata dell’amore” all’estremità ovest è stata scavata dal mare, lo scalino sulla battigia supera il metro e anche qui sarà necessario un ripascimento importante. «È un punto debole del litorale», ha commentato l’ex sindaco, Giorgi Talon, «una passeggiata rialzata ora bersaglio dell’erosione».



Sono cinque i metri di arenile erosi a Caorle, e dieci a Bibione. La cifra stimata per i danni sfiora i 200 mila euro. A Caorle per colpa delle forti raffiche di scirocco superiori agli 80 orari, l’acqua sulla riviera di Ponente si è spinta fino alla passeggiata, all’inizio del Lungomare Venezia, nella zona della Conchiglia. Sul settore di Levante invece non ci sono stati contraccolpi particolari. Il Consorzio Arenili Caorle già da oggi lavorerà per sistemare i tratti di spiaggia erosi dal mare. Ruspe in azione dunque fin dal mattino.

A Bibione è stato piazzale Zenith a patire le peggiori conseguenze. All’incrocio di via della Luna alcuni locali sono stati invasi dall’acqua. Il mare si è spinto fino al muretto del piazzale. In previsione della mareggiata è stata innalzata una provvidenziale barriera di poco inferiore al metro, che ha protetto il presepe di sabbia, realizzato per la prima volta a Bibione.

(hanno collaborato Giovanni Cagnassi e Rosario Padovano)


 

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