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«Ora il mercurio insidia Mogliano»

Allerta del consigliere regionale Zanoni sui dati Arpav: qualcuno cerchi le cause

MOGLIANO. Il mercurio nell’ottava falda ora investe anche il territorio moglianese: l’acquedotto non è a rischio, i livelli sono quasi impercettibili, ma i dati confermano le preoccupazioni degli ambientalisti. Il consigliere regionale Andrea Zanoni torna in pressing sulla Regione e chiede che, una volta per tutte, si spieghino le cause di questo piccolo disastro ambientale.

«Siamo ancora all’anno zero», commenta Zanoni, «il caso del mercurio in provincia di Treviso è quasi più grave dello scandalo Pfas perché non si è ancora stati in grado di spiegare cosa abbia provocato questa contaminazione. Vorrei sapere dalle autorità competenti», aggiunge Zanoni, «perché sul mercurio in sette anni, con oltre 500 pozzi contaminati, non abbiamo ancora risposte».

Da qualche mese il problema riguarda anche Mogliano. Il primo campione contaminato fa riferimento a Zerman, in via della Croce. La concentrazione più alta delle sette effettuate a partire da quest’anno è di 0,029 microgrammi per litro: è stata rilevata il 3 aprile scorso in un pozzo privato di via della Croce. Il valore di soglia di 1 µg/l è ampiamente rispettato («il caso peggiore» ricorda l’assessore all’ambiente del comune di Mogliano «è 34 volte meno del valore soglia») . Ma se è vero che nello stesso punto, i due campioni successivi (15 maggio e 27 luglio) erano di fatto al di sotto della soglia minima di rilevabilità (0,002 µg/l) per il consigliere regionale Andrea Zanoni questo (assieme allo 0,006 rilevato in un altro pozzo vicino) rimane comunque il primo campanello d’allarme. Il segno che la contaminazione si muove, e lo fa verso Mogliano.

La presenza di mercurio fu riscontrata per la prima volta tra Treeviso e Preganziol sette anni fa. Le analisi hanno successivamente fatto emergere la presenza di numerosi pozzi “inquinati”. Ma non si tratta di un fenomeno circoscritto: l’acqua di falda si sposta, lungo la direttrice sud-ovest.

Nel timore che dopo i pozzi di via Schiavonia Nuova l’inquinante arrivasse a lambire anche Mogliano da quest’anno, sono partiti i primi controlli Arpav. Il mercurio, puntuale, si è trovato. Secondo Zanoni, che domani sera
sarà protagonista di un incontro sul tema a Preganziol (ore 20.45, Circolo Ricreativo Anziani in via Gramsci), quelle prime sporadiche presenze di metallo pesante, tossico, nella falda moglianese sono la testimonianza della punta estrema del plume inquinante.

Matteo Marcon

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